Foggia: latitanza Giuseppe Pacilli, 7 arresti. Franco Libergolis scrive alla Gazzetta


Sette persone sono state arrestate dalla polizia con l’accusa di aver favorito la latitanza di Giuseppe Pacilli, 38 anni, condannato a 11 anni di reclusione per associazione mafiosa, estorsione ed armi e ritenuto vicino al clan Libergolis.

Le indagini - della polizia di Manfredonia e della Squadra mobile della questura di Foggia - erano partire un anno fa in seguito all'evasione di Pacilli, tra i cento latitanti più pericolosi, dagli arresti domiciliari.

Gli arrestati (qui tutti i nomi) avrebbero favorito la sua latitanza finanziandone anche le spese, tramite un'estorsione ai danni di un commerciante di San Giovanni Rotondo.

Da Stato Quotidiano:

GIUSEPPE Pacilli era uomo di fiducia nonché autista del capo clan Francesco Libergolis, nato a Monte Sant’Angelo l’08 febbraio 1943, alias Cicillo, ucciso in un agguato a Monte Sant’Angelo il 26 ottobre del 2009 (...). Pacilli era stato coinvolto nella maxi operazione della Dda di Bari sulla mafia garganica, del 23 giugno 2004, e sfociata nell’operazione Iscaro Saburo, nel corso della quale è stato tratto in arresto in esecuzione di Ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di mafia, estorsioni ed armi. Successivamente Pacilli è stato sottoposto agli arresti domiciliari con sentenza n.60/08 e 34/06 della Corte d’Appello di Bari, emessa lo scorso 8 luglio del 2008.

Intanto l'ergastolano Franco Libergolis, 32 anni, dalla latitanza, ha scritto una lettera inviata ai giudici e alla Gazzetta del Mezzogiorno: "Sono innocente. Mi perseguitano", "chiedo un processo giusto".

La sua cattura, come quella di Pacilli, è obiettivo prioritario dei carabinieri e della polizia di Foggia alle prese con la guerra di mafia scoppiata nel Gargano, ritenuta diretta conseguenza della rottura tra le famiglie, un tempo alleate, Libergolis e Romito.

Dall’omicidio (il 21 aprile 2009) di Franco Romito ad oggi ci sono stati sei omicidi e due tentativi d’omicidio. Gli ultimi morti ammazzati il 27 e il 30 giugno: prima uno dei Romito, poi un cugino dei Libergolis. Una faida "sottovalutata". Oggi a Manfredonia è giunto il ministro dell’Interno Roberto Maroni per presiedere un comitato nazionale per la sicurezza. 

Dicono gli investigatori della Dia:

"Su tale quadro criminale incide anche la latitanza di due soggetti appartenenti al cosiddetto gruppo dei montanari, Giuseppe Pacilli evaso dai domiciliari a febbraio 2009 e Franco Libergolis, resosi irreperibile all’indomani della sentenza della corte d’assise di Foggia del 7 marzo 2009 che lo ha condannato alla pena dell’ergastolo".


Foto | Gazzetta del Mezzogiorno

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