Elisa Claps: travi segate o divelte nel sottotetto. Legale famiglia scrive al Papa

Dopo gli accertamenti eseguiti ieri dai periti delle parti, anche stamattina la Polizia scientifica ha compiuto alcuni esami nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il 17 marzo scorso è stato ritrovato il corpo di Elisa Claps. Il legale della famiglia Claps, Giuliana Scarpetta, intanto ha scritto una seconda lettera al Papa:


«Con grande dolore, devo dirle che – scrive il legale nella lettera consegnata all’ANSA – significativo di come la Casa del Signore sita nella Santissima Trinità di Potenza venisse utilizzata è il ritrovamento di tracce biologiche contenenti elementi fecondanti maschili di diversi uomini, sia nel sottotetto dove è stata uccisa Elisa ed abbandonato il suo corpo, sia nei locali del cosiddetto centro culturale Newman, sito nei locali sottostanti al sottotetto». 


«Questa circostanza (...) squarcia un ulteriore velo su ciò che sacrilegamente si consumava all’interno della Chiesa della SS. Trinità di Potenza. A questo punto è indispensabile un suo preciso segnale, che dia a tutti, cattolici e anche laici, attoniti per quanto stanno apprendendo, il senso della Fede». 

L’avvocato aveva già scritto al Pontefice, il 17 maggio scorso, chiedendo un intervento sulla chiesa di Potenza, ma dal Vaticano non è arrivata nessuna risposta. Intanto sul fronte indagini l’attenzione si sta concentrando sull’apertura fatta "ad arte" nel sottotetto per permettere la ventilazione del locale. Proprio al di sopra del punto in cui è stato ritrovato il corpo della ragazza mancano infatti tre travi di legno che sarebbero state segate o divelte.

Sempre nel sopralluogo di ieri è stato portato in chiesa il bottone rosso trovato precedentemente per confrontarlo con quelli dell'abito talare dell'ex parroco don Mimì Sabia, deceduto due anni fa. Questo elemento sarebbe comunque ritenuto, ad oggi, irrilevante dagli inquirenti: l'abito del sacerdote sarebbe stato acquistato soltanto nel '97, diversi anni dopo la morte di Elisa.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno

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