Caso Claps: per Gildo quel sottotetto era un'alcova!


Abbiamo parlato solo ieri sera dei risultati delle analisi nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza ed oggi, com'era naturale prevedere, arrivano i commenti di Gildo Claps, il fratello di Elisa.

E' possibile che nel sottotetto di una chiesa, a poca distanza dai resti di Elisa, si consumassero atti sessuali nella più completa indifferenza? Stando ai ritrovamenti dei periti è così. La presenza dello sperma di due persone sul materasso lascia pochi dubbi in proposito.

Ed è naturale la reazione di Gildo e della famiglia Claps, provati da anni di ricerche e di incertezze, indignati da ciò che si immagina avvenisse a pochi metri dal corpo straziato della ragazza.

Chi saliva in quel sottotetto non poteva non vedere. Il corpo era li. A vista. Eppure per anni le coscienze di chi consumava degli atti sessuali a pochi metri da un corpo martoriato non si sono mosse.

"Quel sottotetto era diventato poco più di una squallida alcova, mentre Elisa giaceva buttata come uno straccio nell'angolo più oscuro, abbandonata da tutti meno da chi le voleva bene e disperatamente la cercava".



La nota diffusa dalla famiglia attacca duramente sia Rocco Galasso, il presidente del centro Newman (la cui sede, lo ricordiamo, è immediatamente sotto il sottotetto), sia l'arcivescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, che don Vagno, il sacerdote brasiliano che avrebbe scoperto il cadavere ben prima del 17 marzo.

I ritrovamenti sollevano dubbi atroci su ciò che si possa celare dietro le mura che dovrebbero essere un rifugio per le persone bisognose e che al contrario, come Gildo scrive nella sua nota:

in quella chiesa evidentemente tutto poteva accadere senza che nessuno ne facesse parola. Dal barbaro omicidio agli atti sessuali consumati a pochi metri dai poveri resti di Elisa

La famiglia Claps non ha mai fatto mistero di ritenere che ci fosse un muro di omertà attorno alla scomparsa di Elisa. Lo stesso ritrovamento, avvenuto il 17 marzo, è sempre stato definito una farsa. Ora chiedono alla comunità di

"spazzare via l'ipocrisia e l'omertà che avvolgono questa vicenda. Lo dobbiamo a Elisa e a ciascuno di noi per non vergognarci di appartenere a questa comunità".

e si rivolgono poi a monsignor Superbo, arcivescovo di Potenza, sollecitandolo ad

"invitare don Vagno e quanti altri sono a conoscenza della verità a compiere un atto di carità cristiana e a squarciare questo sordido velo che ancora ricopre le circostanze della scoperta del corpo"

Nel mentre il DNA ritrovato verrà confrontato con quello di Danilo Restivo, l'unico indagato per l'omicidio Claps ed attualmente sotto processo in Inghilterra per l'omicidio di Heather Barnett.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: