59 giornalisti uccisi in sei mesi: il Messico è il Paese più pericoloso per gli addetti dell'informazione

Reynosa01

Qualche settimana fa ci siamo occupati dell'informazione in Messico, dilaniato dalle varie guerre che si stanno facendo i narcotrafficanti per la spartizione del territorio.

Rapimenti ed omicidi di giornalisti sono sempre più frequenti, mentre aumenta anche il numero di quelli quelli che decidono di vendersi ai narcos per "circa 500 dollari al mese, qualche prostituta e casse di alcolici".

Dall'inizio dell'anno ad oggi sono stati uccisi 9 giornalisti, senza contare quelli che sono stati minacciati o rapiti ed hanno deciso di passare al nemico.

A denunciare questa situazione è stata la Presse embleme campagne, organizzazione non governativa, che ha stilato una classifica dei Paesi più pericolosi per gli addetti all'informazione: 59 giornalisti uccisi in tutto il mondo (di cui 9 solo in Messico), 6 in più rispetto ai primi sei mesi del 2009.

Seguono Honduras (8 vittime), il Pakistan (6), la Nigeria (4), le Filippine (4), seguiti da Russia (3), Colombia (3), Iraq (2), Nepal (2), Thailandia (2) e Venezuela (2).

Afghanistan, Angola, Bangladesh, Brasile, Bulgaria, Camerun, Cipro, Ecuador, Israele, Repubblica democratica del Congo, Ruanda, Turchia, Somalia e Yemen sono gli ultimi, con un giornalista ucciso per ogni Stato.

Blaise Lempen, segretario generale della Presse embleme campagne, si appella ai Governi locali e alla comunità internazionale, che dovrebbero "essere più fermi per impedire questo tipo di omicidi e punire i responsabili".

Via | Presse embleme campagne

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