Camorra: 28 arresti clan Bianco e Iadonisi per droga e omicidio


Ventotto presunti esponenti dei clan Bianco e Iadonisi sono stati arrestati dai carabinieri di Napoli con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, omicidio, tentato omicidio, violazione della legge sulle armi ed altro.

A seguito di indagini condotte dalla Dia è stato scoperto un vasto traffico di stupefacenti. La droga proveniva dalla Colombia e attraverso la Spagna veniva portata in Italia per poi essere spacciata a Napoli. Gli investigatori - scrive Il Mattino - avrebbero identificato anche gli autori dell’omicidio di Salvatore Staiano, avvenuto nel 2005 ad opera dei killer del clan Bianco.

Cinque giorni dopo c’era stata la risposta degli Iadonisi con il tentato omicidio di Antonio Volpe. La faida tra i due gruppi camorristici era esplosa nel 2006 con l’omicidio di Giuseppe Iadonisi. Teatro degli scontri Napoli ovest, Fuorigrotta, zona contesa da entrambi i gruppi, legati a loro volta ad altre sigle storiche della camorra.

Dagli archivi di Repubblica:


(...) Una guerra che conta già due omicidi (il primo, quello di Francesco Estatico a Soccavo) e tre ferimenti. Uno scenario in cui la vittima dell' omicidio di ieri, Giuseppe Iadonisi "faccia verde", si inserisce prima di tutto per i legami che i suoi fratelli avevano con gli uomini del pentito Bruno Rossi. E poi i precedenti per droga. Iadonisi voleva diventare autonomo nell' affare? Oppure voleva lasciare tutto e ricominciare?

I BAMBINI crollano dal sonno sui sedili posteriori dell' utilitaria. Sono quasi le due del mattino. Papà frena, si ferma davanti casa. La mamma scende per aprire il garage e Giuseppina, undici anni, la più sveglia e vivace, abbassa lo schienale del sedile per uscire dall' auto. In quello stesso istante, attraverso il finestrino aperto, i sicari sparano. Nove proiettili parabellum. Dall' alto verso il basso, contro il petto e la testa dell' uomo seduto al posto guida.


Muore in pochi istanti, il corpo devastato dai proiettili, Giuseppe Iadonisi, trentaseienne con precedenti penali per droga, conosciuto come "faccia verde". Si accascia sul volante ormai senza vita, ma quel movimento che rappresenta la sua fine è anche la salvezza per la piccola Giuseppina, che viene coperta, riparata dal corpo del padre. La bambina è raggiunta da una sola pallottola, al ginocchio destro: riporta una lesione a un tendine. Salva, miracolata.

Foto | Il Mattino

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