Omicidio a Manfredonia: ucciso Leonardo Clemente in un agguato


Leonardo Clemente, 34 anni, pregiudicato, è stato ucciso ieri pomeriggio a Manfredonia davanti al "Bar dello Sport". L’uomo era considerato dagli inquirenti affiliato al clan Libergolis che da anni si contrappone al clan Romito nella cosiddetta faida del Gargano.

L’agguato secondo gli investigatori sarebbe legato all’omicidio di Michele Romito, 23 anni, ucciso sempre a Manfredonia domenica sera. Il giovane era figlio di Franco Romito, ritenuto a capo del clan, a sua volta assassinato il 21 aprile 2009.

Scrive La Gazzetta del Mezzogiorno:


Clemente, gestore del bar davanti al quale è stato ucciso, è il nipote dello storico capoclan garganico Francesco 'Ciccillò Libergolis. Quest’ultimo venne ucciso a Monte Sant'Angelo il 26 ottobre del 2009 nell’ambito della faida esistente da anni nel territorio del Gargano tra le famiglie Romito e Libergolis, che solo dall’inizio di quest’anno ha provocato 12 morti. Leonardo Clemente era figlio della sorella di 'Ciccillò.

E ancora:


(...) I Romito e i Libergolis erano stati alleati per anni, nella loro annosa faida con il clan rivale degli Alfieri-Primosa, ma l'alleanza era durata sino a quattro-cinque anni fa, quando i Libergolis si sono resi conto, con la lettura degli atti del primo maxiprocesso alla mafia garganica (concluso in secondo grado nel 20008), che Franco Romito li aveva traditi da tempo, da quando era diventato confidente degli investigatori, anche barattando, dunque, i suoi amici di un tempo con la libertà.

Qualche dettaglio in più sull'agguato di ieri si legge su Teleradioerre:


Dunque verso le 15 - stando alla ricostruzione fornita dagli agenti del commissariato di Polizia - due persone incappucciate si sarebbero avvicinate alla vetrina del locale e di lì avrebbero esploso un primo colpo di fucile che avrebbe raggiunto al petto Leonardo Clemente. I sicari, una volta dentro il bar, avrebbero esploso un secondo colpo d'arma da fuoco, probabilmente andato a vuoto. Per Clemente non c'è stato nulla da fare, è morto sul colpo.

Una faida sottovalutata, come ammesso dal sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano dopo l'omicidio di Michele Romito:


In questi ultimi anni abbiamo sottovalutato la pericolosità della faida del Gargano. Siamo qui a scadenza periodica per affrontare questa emergenza che assomiglia tragicamente alle vicende della ’Ndrangheta dell'Aspromomonte.

Foto | La Gazzetta del Mezzogiorno

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