Omicidio Claps, Danilo Restivo parla in aula: "Sono innocente, voglio portare i fiori sulla tomba di Elisa"

DaniloRestivo

Il momento atteso da anni è arrivato. Danilo Restivo, unico imputato per l'omicido di Elisa Claps ha preso la parola in aula per ribadire la sua innocenza, provocando lo sdegno della signora Filomena Iemma, madre della giovane vittima, che ha deciso di uscire dall'aula proprio per evitare di ascoltare le parole dell'uomo già condannato a 30 anni per l'omicidio della figlia.

Elisa era una dolcissima ragazza, buona e generosa. Io non ho ucciso vostra figlia e non ho idea di chi abbia fatto un gesto così meschino e così crudele. Oggi sono venuto per dire la mia verità, per fare chiarezza su lati oscuri e per mettere un punto fermo dove tutti hanno detto di tutto inventando accuse e creando fitti pregiudizi nei miei confronti. Sono pronto ad una dialogo sincero alla ricerca della verità con lei, un dialogo verso la ricerca di chi ha ucciso Elisa deve essere unilaterale tra le parti, quella verità di cui voi famiglia Claps avete bisogno di sapere soprattutto dopo 20 anni di porcate. Signora Iemma, lei sta cercando da 20 anni additando me come un mostro che non c'è. Io sono innocente.

Era chiaro che il potentino, come annunciato più volte dal suo legale, avrebbe ribadito in aula la sua innocenza, ma l'appello al killer di Elisa era del tutto inatteso. Tutti gli indizi portano proprio a Restivo, nulla sembra indicare che l'assassino sia un altro, ma l'uomo, giunto in Italia dall'Inghilterra proprio per fornire la sua versione dei fatti, fa esattamente quello che ci si aspettava da lui: si discolpa e attribuisce la responsabilità ad un'altra persona, ignota.

La verità prima o poi uscirà fuori. Io non so chi sei, ma mi rivolgo alla tua anima ed ai tuoi sensi di colpa, la verità prima o poi uscirà fuori e tu sarai scoperto. Ti chiedo umilmente di costituirti e di dire la verità. Io sono in carcere condannato per un omicidio, quello di Elisa, che non ho commesso come non ho commesso l'omicidio Barnett.

E, ancora, riferendosi alle sue manie emerse in sede processuali, ha sottolineato:

E' vero, tagliavo i capelli, ma parroco mi aiutò a smettere, odoravo il loro profumo, ci giocavo con le dita delle mie mani e poi li buttavo per strada. Nel 1991 lo confidai a don Mimì Sabia e lui mi aiutò a smettere. Dal 1991 non ho più tagliato capelli.

E lo fa davanti alla stampa, nella prima udienza pubblica del processo d'appello che lo vede come unico imputato. Proprio oggi, infatti, i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Salerno hanno accettato la richiesta avanzata da Restivo e reso pubblica questa udienza, pur contro il parere della famiglia di Elisa.

Quella di oggi è una delle ultime udienze. Oggi, dopo le dichiarazioni di Restivo, prenderà la parola l'avvocato Marzia Scarpelli, co-difensore dell'uomo insieme al collega Alfredo Bargi, che interverrà nel corso della prossima udienza, in programma il 23 aprile.

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