Tribunale di Reggio Calabria: la ‘ndrangheta tra Lombardia ed Emilia Romagna

Negli ultimi giorni le famiglie calabresi sono tornate alla ribalta della cronaca. Venerdì a Milano, nel processo che riguarda le infiltrazioni delle famiglie calabresi all’ortomercato di cui ci siamo occupati , i maggiori imputati, Salvatore Morabito nipote di Giuseppe Morabito noto come il Tiradritto, Antonio Palamara, Francesco Pizzinga, Pasquale Modaffari e Francesco Zappalà hanno chiesto il rito abbreviato .

Per loro la prossima data è il 4 maggio mentre per gli altri ci sarà l’udienza il prossimo 28 aprile. Stamattina su romagnaoggi viene dato l’allarme dell’infiltrazione delle famiglie calabresi nell’edilizia a Forlì, riprendendo l’allarme della commissione parlamentare antimafia. Il compito è facilitato da un contesto in cui non domina la legalità. Infatti su 306 ditte ispezionate, 186 non sarebbero regolari.

È poi di poche ore fa la notizia che a Reggio Calabria sono stati sequestrati beni per un milione di euro su ordine del Tribunale di Reggio. Anche in questo caso l’indagine riguarda cantieri ed infiltrazione economica, protagonista però il gruppo Labate. Secondo il Tribunale di Reggio emergerebbe che;

“la pericolosità sociale e criminale del gruppo Labate abbia consentito agli stessi accoliti di condizionare le attivita’ economiche presenti nella zona Sud della citta’, influendo con violenza e minaccia anche sulle scelte gestionali di aziende di rilevanza nazionale, come le officine “O.Me.Ca.” di Reggio Calabria, imponendo rapporti commerciali con imprese conniventi con la cosca mafiosa, nonchè l’assunzione di componenti della stessa organizzazione criminale”.

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