L’Antistato è ormai Stato: percezione della camorra a scuola

La notizia ha fatto immediatamente il giro del web: in una scuola a Miano, periferia settentrionale di Napoli, alcuni ragazzi di 13 anni hanno scritto delle frasi choccanti nei loro temi sulla camorra.

Quando esco vedo nel mio quartiere grandi mappaglie di persone che spacciano, ma a noi della zona ci proteggono. Nel mio quartiere vedo di tutto, come droga, spacciatori ecc., ma non mi spavento. Noi cittadini siamo abituati, c'è gente che odia la camorra, io invece no, anzi a volte penso che senza la camorra non potremmo stare, perché ci protegge tutti, pure il fatto che tutti pagano il pizzo non è giusto, ma chi paga resta protetto. Se qualcuno di un'altra zona avesse l'intenzione di farci del male o di ricattarci loro ci difendono, ma se c'è tra loro una discussione non guardano in faccia proprio a nessuno e ci vanno di mezzo persone innocenti.

Questi sono solo alcuni dei pensieri espressi dagli alunni della scuola Salvo D’Acquisto, ed è paradigmatico che simili concetti siano stati scritti proprio in un istituto che porta il nome di un eroico carabiniere del secolo scorso. La guerra all’Antistato la si combatte in molti modi e diversi mezzi: magistratura, forze dell’ordine e impegno sulle indagini, certo, ma anche a scuola, cercando di formare i futuri cittadini.

E se questi sono i pensieri di persone che fra pochi anni andranno a lavorare e votare allora c’è la netta sensazione che almeno questa battaglia contro la camorra lo stato l’abbia già persa. Se i comuni ragazzi quando devono indicare chi li “protegge” non pensano più a genitori, insegnanti o poliziotti ma alla camorra. Vien da chiedersi a cosa possano servire gli interventi nelle scuole di Don Luigi Merola, di cui potete vedere un video.

Fonte: Corriere.it

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