Omicidio della piccola Matilda, no al processo per Cangialosi

Antonio Cangialosi non dovrà tornare a processo per l'omicidio della piccola Matilda

Aggiornamento 3 giugno 2014, ore 19.18 - Il gip di Vercelli Paolo Bargero ha confermato oggi pomeriggio il non luogo a procedere nei confronti di Antonio Cangialosi per la morte della piccola Matilda.

Il non luogo a procedere era stato revocato all'uomo dopo l'assoluzione della ex-compagna, madre di Matilda, Elena Romani, e la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio.

Omicidio della piccola Matilda, riaperta l'inchiesta: nuove indagini su Antonio Cangialosi

Si riaprono, a sorpresa, le indagini sulla morte della piccola Matilda, la bimba di appena 2 anni uccisa in un'abitazione di Roasio (Vercelli), nell'estate 2005. La decisione è stata presa dal gup di Vercelli che ha revocato la sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Antonio Cangialosi, ex compagno della madre della bimba, e disposto la riapertura delle indagini.

Il pm avrà a disposizione sei mesi di tempo per accertare la verità. La bimba, qualcuno di voi lo ricorderà di certo, fu uccisa il 2 luglio 2005: un violento calcio le spappolò milza e fegato, uccidendola in pochi istanti. Per quel delitto furono inizialmente indagati lo stesso Cangialosi e la madre della piccola, Elena Romani.

Tutto puntava alla madre e Cangialosi fu prosciolto. La donna, che si è sempre dichiarata innocente, è finita sotto processo e dopo tre gradi di giudizio fu definitivamente assolta da quella terribile accusa. A stabilirlo, assolvendo l'imputata, ci pensarono i giudici della Corte d'Assise di Novara nel novembre 2007, poi quelli della Corte d'Appello di Torino nel dicembre 2009 e infine la Corte di Cassazione nel 2011.

Se non fu Elena Romani ad uccidere la piccola Matilda, i sospetti si concentrano sull'unica altra persona presente in casa in quel momento: Antonio Cangialosi, ex compagno della donna e proprietario dell'abitazione in cui è avvenuto il delitto. Ma cosa è accaduto quel tragico giorno?

Stando a quanto raccontato dalla madre, ad uccidere Matilda sarebbe stato Cangialosi. Quel giorno la bimba aveva vomitato su letto e la madre la mise subito in braccio all'uomo mentre lei si occupò di pulire le lenzuola e stenderle in balcone. Al suo ritorno la piccola era già in fin di vita.

Per Cangialosi, invece, le cose andarono in modo diverso. Lui si rese conto che la bimba stava male e fece di tutto per aiutarla mentre i soccorsi tardavano ad arrivare. Il calcio di cui parla Elena Romani, sostiene Cangialosi, non fu mai sferrato. Almeno non da lui. Ora, a distanza di otto anni da quel delitto, sarà la Procura di Vercelli a stabilire la verità e analizzare a fondo la posizione dell'uomo.

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