Perugia, delitto Polizzi. Parla Riccardo Menenti: "quella notte ero a Todi"

Sono stati celebrati questa mattina i funerali di Alessandro Polizzi, il 24enne ucciso martedì scorso a Perugia sotto gli occhi della ragazza Julia Tosti che durante il rito funebre in lacrime ha detto:


Mi hai protetta e di questo non ti sarò grata mai abbastanza. Sei stato speciale. Mi rimane da sperare solo che giustizia sia fatta. Ora sarò io la tua guerriera.



Per il delitto sono indagati l’ex fidanzato della ragazza Valerio Menenti, 26 anni, e suo padre Riccardo, di 56. Entrambi si proclamano innocenti. Valerio la notte dell’omicidio era ricoverato in ospedale in seguito a una lite avuta il venerdì precedente proprio con Polizzi, si sospetta per questioni di gelosia. Naturale che le indagini prendessero una certa direzione, ma gli investigatori non hanno ancora escluso del tutto, così fanno sapere, piste legate a "brutti incontri" fatti quella notte dalla coppia, con persone magari sconosciute. Contro questa ipotesi c’è però il fatto che il killer incappucciato che ha sfondato la porta di casa e ha fatto irruzione con pistola e spranga sembra essersi mosso in un ambiente a lui noto.

Il padre di Valerio Menenti, respinge con forza ogni accusa e sostiene che quella notte lui era lontano da Perugia:


Stavo a Todi e ci sono rimasto fino alle 7 di mattina, ci siamo mossi per andare da Valerio in ospedale perché doveva essere operato. Non ci possiamo allontanare molto, perché con noi vive mia suocera invalida. Se conoscevo Julia? Certo, lei prima stava con Valerio ed è ovvio che la conoscessi bene, il ragazzo lo conoscevo perché è anche stato cliente di Valerio allo studio di tatuaggi, l’ho visto più volte. Cosa penso adesso? Provo grande pena, una tristezza infinita.

 
Menenti a La Nazione ripete di non aver mai avuto una pistola, poi aggiunge:


Purtroppo mi trovo catapultato in una situazione pazzesca. Sono tranquillo perché innocente. Certo, tranquillo come si può essere con un’accusa così pesante. Prima eravamo in una condizione di vittime dato che mio figlio nel giro di due mesi ha subìto tre aggressioni, e non parlo di liti, ma di vere e proprie aggressioni con minacce tipo: ‘la prossima volta ti faccio fuori’. Poi succede una cosa pazzesca, folle, e improvvisamente ci ritroviamo dalla parte del carnefice. Mi trovo quindi a gestire una situazione non facile, direi completamente folle.

Sia la vecchia calibro nove che la spranga usate dal killer sono state trovate nell’appartamento del delitto, in via Ricci, a Madonna Alta di Perugia. E mentre si lavora a un identikit dell’assassino e si attendono gli esiti della prova stub sugli indagati si spera di riuscire a risalire al Dna del killer, impegnato in una colluttazione prima con Alessandro e poi sembrerebbe anche con la fidanzata."Qualsiasi cosa Julia ricordi viene trasferito agli inquirenti" dice Luca Maori, legale della famiglia Tosti.

Foto © Getty Images

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