Omicidio a Stilo nel Reggino: ucciso Giovanni Vallelonga in un agguato


È stata una telefonata anonima a far scoprire ai carabinieri il cadavere di Giovanni Vallelonga, 62 anni, impreditore agricolo. L’uomo è stato ucciso ieri pomeriggio in un agguato nel territorio di Stilo (Reggio Calabria) mentre a bordo del suo fuoristrada percorreva la strada provinciale n.9. Ad agire sarebbero stati almeno due i sicari, secondo una prima ricostruzione del fatto di sangue.

Vallelonga è stato raggiunto da diversi proiettili al torace e alla testa. Le armi utilizzate sarebbero un fucile caricato a pallettoni e una pistola. Per gli investigatori, scrive Melito on line, si tratterebbe di un omicidio di ‘ndrangheta. Il 62enne, residente a Caulonia e già noto alle forze dell’ordine, era il cugino di Damiano Vallelunga, considerato il capo dell’omonimo clan, ucciso lo scorso anno davanti al Santuario di Riace nel Reggino.

Un morto ed un  ferito sono il tragico bilancio di un agguato avvenuto poco dopo un altro “mezzogiorno di fuoco” (27 settembre 2009) stavolta davanti al Santuario dei Santi medici Cosimo e Damiano. La vittima di turno, come tutti sanno  è Damiano Vallelunga, 52 anni, coniugato ritenuto dagli investigatori il capo dell’omonima cosca di Serra San Bruno (...).


E ancora:

Di lui gli esecutori materiali della macabra sentenza, conoscevano vita e miracoli (...) Era solo questione di tempo. Il boss non ha potuto sottrarsi al suo destino. Per farlo, doveva rimanere rintanato nel suo buco. Cos’era andato a fare a Riace? Aveva un appuntamento importantissimo a cui non poteva mancare? Doveva partecipare ad un summit di ‘ndrangheta? Doveva dirimere una questione che solo la sua presenza fisica poteva risolvere o doveva onorare il santo di cui portava il nome?


(...) I giustizieri stavano nascosti ma quando hanno avuto la “dritta” che ill Vallelunga fosse dentro il Santuario, sono usciti allo scoperto. Forse non ha sentito lo scatto dello sportello che si apriva. Forse ha tentato di salire in fretta sulla sua macchina. Non sappiamo nemmeno se fosse blindata. Ma non ha fatto in tempo. I killers sono stati più veloci. Gli sono piombati addosso come un falco e gli hanno scaricato le armi.

Una lupara ed una pistola calibro 9X21. Il Vallelunga raggiunto alla testa, al tronco ed agli arti è crollato pesantemente al suolo in un lago di sangue. Sotto la pioggia battente. La morte è stata istantanea. Nessuno ha visto niente naturalmente. Nemmeno la moglie seduta in macchina. I boia con tutta calma, si sono dileguati a bordo di una macchina, poi ritrovata dai Carabinieri. Tutto davanti al Santuario. (Archivio Melito on line).

Foto | Flickr

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