Camorra: operazione antiracket a Ercolano, 21 arresti presunti affiliati clan Ascione-Papale


Ventuno provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Napoli a carico di soggetti ritenuti affiliati al clan Ascione-Papale, attivo ad Ercolano. Per tutti l'accusa è di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione aggravata. Le indagini, effettuate da gennaio a marzo e coordinate dalla Dda partenopea, hanno portato alla luce 83 episodi di estorsione ai danni di una trentina di imprenditori e commercianti di Ercolano, come riporta Metropolis web:

Nel dicembre scorso un'operazione antimafia aveva già colpito sia gli Ascione-Papale che i rivali di sempre, i Birra-Iacomino. Dall'archivio di Repubblica:

ERA anche il racket della pagnotta. Due clan della camorra in guerra tra loro che si contendono l' imposizione del pane di loro produzione rovinando la vita a un piccolo commerciante. La seconda cosca che vuole costringerlo a vendere dieci chili di merce al giorno e il povero panettiere che risponde dicendo che deve già mettere sul banco il pane dei rivali, e che comunque non riuscirebbe a vendere tutto.



E ancora:

Stesse strade, stesso territorio per due gruppi criminali che però taglieggiano anche lo stesso gioielliere e lo stesso concessionario di motociclette, il medesimo imprenditore edile. Doppio pizzo a Ercolano, per l' inchiesta dell' Antimafia battezzata "Regalo di Natale" e coordinata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo. Ieri con 22 provvedimenti (3 fermi e 19 ordinanze emesse dal gip Luigi Giordano) eseguiti dai carabinieri. Decapitatii clan rivali Birra-Iacomino e Ascione-Papale, grazie anche alle rivelazioni di un pentito. (...) Ora le vittime ringrazianoi carabinieri per essere stati liberati dal racket. Indagini avviate nell' aprile scorso dopo il ritrovamento, in casa di un affiliato al clan Ascione-Papale, di un elenco con 80 nomi di commercianti con delle cifre accanto.

Importante anche il ruolo delle associazioni antiracket e delle istituzioni cittadine in quella che è stata definita una (finalmente possibile) "nuova primavera" per Ercolano:


È la svolta di Ercolano dove le vittime delle estorsioni hanno cominciato a ribellarsi, i presunti responsabili sono finiti in carcere e l' amministrazione ha approvato una modifica che esclude per tre anni dal pagamento dei tributi comunali chi denuncia gli esattori del "pizzo". «È sempre meglio essere prudenti, perché i fenomeni criminali si riproducono. Ma sta accadendo qualcosa di straordinario: la città è quasi liberata», commenta il sindaco Nino Daniele.

E in effetti i segnali positivi sono numerosi, se si tiene conto del dato iniziale, fotografato dalla lista sequestrata in casa di un affiliato al clan Ascione-Papale: un elenco di cento fra negozi e altre attività commerciali ai quali la camorra imponeva la tangente. Qualcuno era costretto a pagare ogni mese, in genere cento euro. Altri versavano 500 euro ogni novanta giorni. Altri ancora ricevevano la "bussata" in prossimità delle feste.(...)«La scintilla - afferma il sindaco Daniele - è scoccata quando si è creato un rapporto di fiducia fra le forze dell' ordine e l' associazione antiracket "Ercolano per la legalità".


Inizialmente ha denunciato un piccolo gruppo di commercianti coraggiosi. Ma il loro gesto ha fatto da palla di neve, poi dalla montagna si è staccata quasi una valanga». La realtà rimane comunque complessa. La camorra della zonaè estremamente radicatae temibile. Molti imprenditori,e per lungo tempo, hanno pagato il racket a più gruppi criminali. «Che volete, dottore, lo Stato erano loro», ha spiegato un commerciante durante l' audizione davanti agli inquirenti. D' altra parte dal 2002 ad oggi nelle strade di Ercolano si sono contati ben 59 morti ammazzati. (Archivio La Repubblica).

Foto | Flickr

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