Intervista: Edoardo Montolli a crimeblog "Montagne di dubbi sulla colpevolezza di Olindo e Rosa"

olindo rosa montolli manti grande abbaglioE se la strage di Erba non fosse stata compiuta da Rosa Bazzi e Olindo Romano? Sembrava fantascienza, un'ipotesi del genere: poi Edoardo Montolli e Felice Manti si sono letti le carte del processo, e hanno scoperto che qualcosa non tornava. Ci hanno scritto un libro, Il grande abbaglio, inizialmente ignorato. Loro due? Pazzi, figurati: a Erba, sono stati i vicini diabolici, la questione è chiusa.

Ora sembra che le cose stiano cambiando, come ha raccontato ieri Daniele: ne abbiamo parlato con Edoardo Montolli, l'intervista prosegue dopo il salto.

Prima di parlare di Erba, torniamo all'ultima volta che ci eravamo incontrati: nel pieno delle vicende che avevano coinvolto Gioacchino Genchi. E' passato circa un anno, nel frattempo tu sulla vicenda ci hai scritto un libro. Come sta andando? Che reazioni ha avuto? Non alludo alla critica o alle vendite: ma ai personaggi coinvolti...

Hanno chiesto la convocazione del Copasir, è stato attaccato un po' dappertutto. Scriverlo è stato piuttosto devastante, dato che ripercorre vent'anni di dietro le quinte sui grandi scandali italiani. Una delle persone di cui ho scritto, ripercorrendone la carriera dal 1992 ad oggi, il procuratore aggiunto Achille Toro, si è recentemente dimesso dalla magistratura dopo lo scandalo della Protezione Civile...

Era uno dei magistrati che avevano indagato Genchi e che gli avevano sequestrato l'archivio. Quanto allo stesso Genchi, come largamente previsto nel libro, è stato ulteriormente sospeso e presto si arriverà alla destituzione. Un passaggio obbligato: in fondo Genchi, uno che nei punteggi della polizia aveva ogni anno un punto in più del massimo per "eccezionali doti morali" e sul campo; uno che ha contribuito a far condannare centinaia di killer, rapinatori, boss mafiosi oltre a politici e a poliziotti e carabinieri corrotti; uno sul cui lavoro hanno riaperto tutte le indagini sulle stragi, si è purtroppo macchiato di gravi colpe.

Si è infatti permesso di rispondere su facebook a un giornalista che gli dava del bugiardo; ha addirittura rilasciato un'intervista sul suo lavoro da consulente e nientemeno, quando era sospeso, si è permesso di esercitare il diritto costituzionale di pensiero, partecipando a un congresso dell'Idv come ospite. La destituzione è il minimo. Perchè, come la casistica della polizia insegna e come ho spiegato nel libro, oggi puoi restare in servizio anche se sei stato condannato in primo grado per stupro o omicidio; se invece la condanna in primo grado arriva per i pestaggi a Bolzaneto, rischi, come è successo, la promozione.

Ma se ti permetti di rispondere su Facebook a uno che ti dà del bugiardo, allora ledi l'immagine della polizia e non va bene. Potremmo andare avanti per ore a raccontare questo mondo al contrario, ma tanto nel libro c'è tutto. Ora lo stiamo portando a teatro, abbiamo iniziato al Parenti a Milano


Torniamo alla vicenda di Erba: sembra che chi dava dei pazzi a te e Felice Manti si stia ricredendo. Una bella rivincita, no?
E' presto per dirlo. Di certo gli inviati speciali del Tg1 e del Tg2, dopo aver visto le carte, si sono resi conto che ci sono diversi dubbi. Così come se n'è accorto il direttore di Oggi, che oggi fa uscire in edicola il mio ultimo libro, "L'enigma di Erba".

Che cosa non vi ha convinto, nelle carte del processo di Erba?
Niente. C'è un testimone che racconta che il suo aggressore era olivastro. Arrivano i carabinieri e gli chiedono se "la figura nera che aveva di fronte" potesse invece essere Olindo. Glielo chiedono un sacco di volte e lui alla fine dice sì, potrebbe essere Olindo. Un brigadiere trova una macchia di dna, della moglie del testimone sull'auto dei Romano.

Per passarla in diverse parti prima con il crimescope e poi con il luminol ci mette sette minuti. Solo che la macchia sull'auto non si vede: non c'è una foto buia dove si vede il blu del luminol. C'è una foto normale con sopra un cerchietto in cui il brigadiere sostiene ci fosse la macchia. Sarà senz'altro così. Però non sa molto di altro il brigadiere di quella sera: non sa nemmeno che l'orario di inizio del verbale è sballato rispetto a quando iniziarono gli accertamenti.

Non sa nemmeno che non era da solo, come dichiarò in aula, a fare accertamenti: da una foto scattata da lui ho scoperto che, alzando la luminosità, appariva sullo sfondo un uomo con il volto coperto e lo spruzzino del luminol in mano. Chi, è Olindo? E' Olindo che faceva gli accertamenti per mandarsi all'ergastolo?

E poi le strabilianti confessioni che ho provato siano state fatte guardando le foto della strage, recuperando un vecchio verbale del 6 giugno 2007. E sono pure gli unici dettagli, quelli visti nelle foto, i dettagli che tornano nelle confessioni. Infatti Rosa la prima volta disse addirittura di aver ammazzato Raffaella Castagna da sola.

E che dopo 20 minuti arrivarono Paola Galli e il bambino, che invece arrivarono e furono uccisi insieme. Disse sempre di aver tentato di accoltellare Frigerio, che mai lo ha ammesso. Non sapeva nemmeno che non ci fosse la luce in casa di Raffaella Castagna. E sostenne che Frigerio fosse stato preso a sprangate, quando invece fu trascinato nell'appartamento e sgozzato, secondo lo stesso Frigerio.

Ma in aula a Como, questi dettagli preferirono non farli sentire. Era più ad effetto il video rilasciato al criminologo Massimo Picozzi, quello che poi passò in tv. Anche se nessuno, davanti alla tv, poteva sapere se ciò che diceva la donna corrispondesse al vero. E questo, per essere chiari, è solo l'inizio della montagna di dubbi che sorgono sulla colpevolezza dei coniugi.

Crollano la certezze: se ci pensi, Alberto Stasi, altra icona della "nera" degli ultimi anni, è stato un assassino per mesi, poi l'assoluzione, poi una puntata a Matrix ed è tutto ribaltato, ora è un povero ragazzo cui "qualcuno" ha ucciso la ragazza, Chiara Poggi. Prevedi che qualcosa del genere possa accadere anche con Olindo e Rosa? Ma soprattutto: funziona maluccio la giustizia in Italia, se le cose stanno in questa maniera...

Il caso Stasi non l'ho seguito. Quanto a Erba io spero solo che sia consentito di riaprire il dibattimento, chiarendo a Milano ciò che a Como non fu fatto, visto che alla difesa furono tagliati 64 testimoni e che il processo con quell'audio mandato in aula in cui si sentiva "per me è stato Olindo", una frase che Frigerio non sapeva di aver detto visto che accusava nello stesso momento un uomo di colore.

Quell'audio, analizzato dalla difesa, risulta trattato con un programma per l'amplificazione e l'elaborazione del suono, Cool Edit 2000. Per ciò che riguarda la giustizia, siamo il Paese più condannato per ingiuste detenzioni. Ma pure quanto a errori giudiziari non scherziamo: negli ultimi due anni sono usciti dalla galera due innocenti che si sono fatti rispettivamente 15 e 30 anni di prigione ingiustamente.


Puoi spiegare ai nostri lettori perché a compiere la Strage di Erba potrebbero non essere stati Olindo Romano e Rosa Bazzi?
Non c'è il sangue delle vittime, sangue di cui sarebbero dovuti essere lordi, in casa loro. Si parla di microtracce, eppure non ci sono. E su questo non si trovano precedenti nella nera. Perché, com'è noto, il sangue anche quando è lavato o su cui addirittura sia stata passata sopra vernice, si trova. Invece non c'è nulla. Ed è curioso. Di più.

Rosa aveva un cerotto sul dito: e non c'è sopra il dna delle vittime. Non c'è neppure il sangue degli imputati nel palazzo e nelle case delle vittime, dove pure ci sono impronte di scarpe mai identificate e perfino un'impronta palmare che, confrontata con tutti quelli entrati nel palazzo, non si sa di chi sia. Le confessioni sono quelle che sono. Sul resto mi pare di aver già risposto prima.

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