Castelnuovo Magra: l’assassino è tornato sul luogo del delitto?

Chi è entrato l’altra notte nella villetta di Castelnuovo Magra in cui giovedì scorso è stata uccisa la pensionata Marisa Morchi? Alla 76enne è stata amputata la mano destra, quella sinistra è stata trucidata con la stessa arma da taglio, ma il colpo mortale sarebbe stato inferto dall’omicida con un fendente alla testa della donna.

Abbandonata ormai quasi definitivamente la pista della rapina in casa degenerata in tragedia - le modalità del delitto fin da subito avevano dato poco peso a questa ipotesi, a meno di voler considerare un sofisticato tentativo di depistaggio - chi indaga parte ora da qui: da chi ha scavalcato le barriere e tolto i sigilli che i carabinieri avevano messo alla villetta. Secondo gli investigatori chi ha avuto l’ardire di introdursi nella casa del delitto l’altra notte non sarebbe un balordo, ma nemmeno l’assassino: forse un complice, di sicuro qualcuno che cercava qualcosa.

Senza nessun timore di essere visto dai residenti di via Palvotrisia. E se invece fosse proprio l’omicida ad essere tornato sui suoi passi, sulla scena del delitto? Ma perché correre un rischio simile? Per accertarsi di non aver lasciato tracce? Perché nella colluttazione con la povera pensionata ha perso qualcosa che potrebbe portare a lui? Per sfidare gli investigatori? Si tratta dell’opera di una mente lucida che spera così di creare altra confusione nelle indagini, o è l’azione di un assassino che ha perso la testa e non agisce più razionalmente?

I carabinieri hanno notato ieri mattina che il grosso vaso all’ingresso del giardino della casa di Marisa Morchi era rotto e i sigilli al portone forzati. Ora nell’abitazione torneranno gli esperti del Ris che insieme ai colleghi de La Spezia, Sarzana e Castelnuovo cercano di fare luce sul giallo.

Foto © Getty Images

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