Castelnuovo Magra: Marisa Morchi uccisa, le indagini sul delitto della mano mozzata

Marisa Morchi, la pensionata trovata cadavere due giorni nella sua casa di Castenuovo Magra, nello spezzino, è stata uccisa con un’arma da taglio: una ferita profonda alla testa, una mano, quella destra, mozzata, e l’altra ferocemente lesionata, deturpata. L’assassino si è quindi accanito su una parte del corpo della donna, non si sa se prima o dopo averla uccisa e non si sa di preciso con che cosa, con quale arma.

Nella villetta di via Palvotrisia, teatro del delitto, i carabinieri del Ris hanno eseguito tutti i rilievi del caso mentre si attendono i risultati dell'autopsia sul corpo della 76enne. Gli investigatori indagano sempre tutto campo a caccia di un movente plausibile.

Nessuna pista viene ancora esclusa, dalla rapina degenerata in omicidio al tentativo di depistaggio da parte dell’assassino o degli assassini, ma alcune ipotesi avrebbero perso decisamente consistenza. Quella di un omicidio maturato in ambito familiare non si è mai veramente affacciata alla mente degli inquirenti, ma anche quella della ritorsione da parte della nomade che Marisa aveva dovuto cacciare di casa dieci anni fa è considerata poco probabile. E allora?

Rimangono le ipotesi della rapina finita in tragedia, ma Marisa non era una donna ricca e non aveva contanti in casa, e quella di una vendetta personale nei confronti della donna, con la mutilazione delle mani da parte dell'assassino con la volontà di "punire" Marisa, per motivi che sarebbero tutti da accertare. I carabinieri non potranno contare nemmeno sulle immagini di qualche telecamera di sorveglianza visto che la prima si trova a circa un chilometro dalla villetta in cui la pensionata, vedova da 30 anni, abitava.

Il tenente colonnello dei carabinieri Giovanni Semeraro ha chiesto l’aiuto di tutti i residenti della zona e di chi fosse passato da quelle parti tra le 10 e le 13 del 14 marzo, quando si sarebbe consumato l’omicidio. Chi ha notato, sentito o visto qualcosa di strano, lo faccia sapere ai carabinieri, anche in forma anonima, è stato l’invito dell’ufficiale dell’Arma che dirige le indagini.

Foto © Getty Images

  • shares
  • Mail