Pippa Bacca, portava pace e speranza, ha trovato la morte


Viaggiare in autostop, fa sì che uno straniero si metta nelle mani di altri viaggiatori, ma ancora più spesso dei locali o di chi dello spostamento ha fatto il suo mestiere. La scelta del viaggio in autostop è una scelta di fiducia negli altri esseri umani, e l’uomo, come un piccolo dio premia chi ha fede in lui.

A rileggerle oggi, le parole di Pippa Bacca, all’anagrafe Giuseppina Pasqualino, 33enne nipote di Piero Manzoni, fanno scorrere un brivido lungo la schiena. Perché il corpo di Pippa Bacca è stato ritrovato senza vita, nudo, a pochi chilometri da Istanbul, dove era scomparsa la settimana scorsa, assassinata proprio da una di quelle persone a cui si affidava chiedendo un passaggio in auto.

Artista sui generis, dall’incontro con Silvia Moro aveva progettato una grande performance in giro per l’Europa, da Milano a Israele, passando per i Paesi che hanno subito guerre e distruzioni, vestite ambedue da sposa, per simboleggiare “Un matrimonio con la terra , la pace, con la gente tutta, alla ricerca dello sposo”.

Dopo i primi giorni e le prime tappe, documentate fotograficamente nel sito del progetto, divergenze con Silvia Moro hanno portato le due a dividersi, per ritrovarsi alcune tappe oltre, in Libano. È a questo punto che il 31 marzo Pippa, seppur esperta di autostop, aveva già fatto lunghi e incredibili viaggi con quel mezzo, è scomparsa.

Immediata una massiccia campagna per ritrovarla, portata avanti da ammiratori e supporter, consolato italiano e polizia turca. L’ultimo avvistamento della ragazza era stato fatto alle porte di Istanbul, presso una pompa di benzina, dove il benzinaio l’ha vista salire a bordo di una jeep. Le telecamere a circuito chiuso hanno consentito l’identificazione dell’autista che l’ha caricata, che purtroppo è risultato essere un feroce pregiudicato. Una volta raggiunto dalla polizia, non ha impiegato molto prima di confessare l’omicidio. Dalle prime indiscrezioni, avrebbe violentato Pippa per poi strangolarla, quindi le avrebbe bruciato i documenti e l’avrebbe seppellita, nuda, nella campagna a 50 chilometri dalla capitale turca, a Gezbe.

Oggi che è stato ritrovato il suo corpo, dopo giorni di grande angoscia, c’è spazio solo per il dolore e per il lutto, che coinvolge un po’ tutti, incluso il popolo turco, dal quale i messaggi di solidarietà arrivati sono numerosissimi, e vanno dai semplici cittadini alla stampa nazionale.
I familiari di Pippa stanno pensando di concludere loro la performance e non cancellare la grande mostra conclusiva prevista in Israele, dove saranno esposte le foto dell’evento e gli abiti da sposa indossati dalle artiste.

La truce follia di un singolo avrebbe scalfito la fiducia nell’umanità espressa da Pippa? Sono sicuro di no, ed è questo suo approccio alla vita e al mondo che l’ha resa così bella e unica, e che fa sì che sopravviverà a tutte le efferatezze e le mostruosità di cui saremo capaci, e sarà per sempre capace di donarci una speranza.

Nel filmato, la documentazione della partenza della performance artistica.

Via | Repubblica

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