La Spezia, omicidio prostituta: interrogatorio per Jacopo Schiaffino. Spunta testimone


È previsto per questa mattina alle 10.00 l'interrogatorio di Jacopo Schiaffino, il 21enne di Monterosso arrestato con l’accusa di aver assassinato la prostituta brasiliana Aparecida Da Silva nel suo appartemento in via Monfalcone alla Spezia. Nel primo interrogatorio il giovane si era avvalso della facoltà di non rispondere rimanendo calmo e distaccato.

Dalla casa circondariale spezzina di villa Andreino, Schiaffino ha finora negato ogni addebito proclamandosi innocente. Intanto le indagini vanno avanti. E ci sarebbe pure una testimone: una donna che quel giorno ha visto l'assassino lasciare l'abitazione della Da Silva ma che non si è ancora recata in questura. Lo scrive oggi Il Secolo XIX. Girolamo Ascione, dirigente della squadra mobile, ha parlato di indizi "molteplici e gravissimi" a carico del giovane.

«Arriveremo comunque alla verità e arriveremo comunque ad identificare chi ha raccontato nel quartiere di aver visto l’assassino. Ritengo tuttavia che sia un doveroso atto di coscienza, riferire quello che si sa: aspettiamo qui, con estrema tranquillità. Non posso accettare l’idea che un uomo esca da un portone con le mani tagliate, i segni di una colluttazione sul viso, gli abiti segnati dalle ferite impresse sulla vittima, e nessuno testimoni quel che ha visto».


Dalle indagini è emerso che Schiaffino sarebbe stato un cliente abituale della Da Silva e che il giorno dell'omicidio, lunedì 15 marzo, l’aveva contattata sul suo telefono cellulare. Erano le 16,24. A carico del giovane ci sono quindi, secondo gli investigatori, "gravi indizi di colpevolezza".

Quali? Le scarpe da tennis sequestrategli sarebbero compatibili, per numero e modello, a quelle che hanno lasciato le impronte nel sangue della vittima. In più, fra i clienti recenti della donna, il 21enne è l’unico a presentare lesioni, graffi e incisioni, su tutto il corpo.

Ora si attendono i risultati delle analisi scientifiche sui brandelli di pelle trovati sotto le sue unghie di Aparecida Da Silva: la donna nel tentativo di difendersi dall’aggressione ha infatti graffiato il suo assassino. I riscontri scientifici sul dna di Schiaffino e le risultanze definitive dei rilievi sulle scarpe e sui vestiti trovati a casa del ragazzo faranno il resto.

Gli investigatori parlano di “un’esplosione incontrollata di violenza”. L’omicida ha prima colpito la donna con un pugno al volto, rompendole lo zigomo, poi l’ha gettata a terra e l’ha accoltellata, con progressiva ferocia, 74 volte. A questo punto si è lavato nel bagno, ha rubato quello che c’era da rubare nei portafogli della vittima e si è tirato dietro la porta dell’abitazione di via Monfalcone.

Monterosso nel frattempo è sotto schock. Non si riesce a credere che Schiaffino, un ragazzo come tanti altri, incensurato, giocatore di una squadra di calcio, abbia potuto compiere un omicidio così efferato. "Sinceramente non l’ho mai visto dare uno schiaffo o fare un fallo scorretto contro un avversario. Tantomeno posso dire di averlo visto protagonista in zuffe o risse fra giovani”, dice un suo ex allenatore a La Nazione.

Foto | Flickr

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