Mafia: chi è Giuseppe Liga, l’architetto accusato di essere il successore dei Lo Piccolo


Dell'arresto di Giuseppe Liga, presunto "erede" dei boss Lo Piccolo a Palermo, parlavamo questa mattina. Ma come si è arrivati a lui e chi è l'architetto Liga? Live Sicilia scrive che il suo nome viene fuori per la prima volta...


tra le carte che i poliziotti trovarono addosso al capomafia di San Lorenzo. Una valigetta piena di nomi e cifre. Fra queste è annotata una frase: “Architetto Liga 10.000”. A confermare questa versione è un’intercettazione effettuata durante le indagini che hanno portato all’operazione Perseo (...).

Se ne legge su questo pezzo d'archivio di Repubblica, di dicembre 2009, in cui si parla anche della "schiera di nuovi boss" di Cosa Nostra a Palermo. Insospettabili, almeno fino a qualche tempo fa.

«ATOMMASO Natale chi c' è?», chiede il vecchio boss di Bagheria Giovanni Scaduto agli altri capimafia con i quali tentava di riorganizzare la "commissione" provinciale. E BENEDETTO Capizzi, capomafia di Santa Maria di Gesù, gli risponde: «L' Architetto e Lo Verde». L' Architetto, racconterà poi il pentito Maurizio Spataro, lo stesso che ha dato un grosso contributo all' ultimo blitz antimafia,è Giuseppe Liga, cinquantenne incensurato con studio a Tommaso Natale, capo "riconosciuto" a San Lorenzo e ora indagato dai magistrati della Dda di Palermo.


E ancora:


Con lui e come lui una schiera di nuovi boss, senza volto e senza nome, sconosciuti anche agli inquirenti fino a non molto tempo fa. E tutti con un unico denominatore, giovani e con un lavoro o un' attività bene avviata, per nulla intimoriti dai continui colpi inflitti all' organizzazione mafiosa dalle indagini, dalle centinaia di arresti, dall' oggettivo sgretolarsi di Cosa nostra.


(...) Eccole le seconde linee che avevano in mano le attività di Cosa nostra nella zona nord della città. Commercianti che vanno a battere cassa, in nome e per conto della "famiglia" da altri commercianti, gestori di centri scommesse che intimidiscono altri titolari di una delle attività più prese di mira dal racket negli ultimi mesi, e gli immancabili "amici degli amici" che prendono uno stipendio dal Comune mentre lavorano per Cosa nostra.

Questo è lo zoccolo duro che, falcidiate le prime linee e condannati con decine di ergastoli ormai definitivi sulle spalle i boss di prima grandezza, magistrati ed investigatori si trovano ora a dover prima individuare e poi ad intaccare per evitare la rapida ricostituzione degli organismi di vertice e dei "quadri" dell' organizzazione.


I loro nomi sono sconosciuti ai più, tra di loro si chiamano e si citano solo con le "nciurie", i soprannomi, come l' Architetto, appunto, il misterioso uomo la cui identità è stata poi rivelata dal pentito Maurizio Spataro che sarebbe succeduto a Salvatore e Sandro Lo Piccolo nella guida del mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale.


Finito in carcere il suo braccio operativo sul territorio, il vicecapomandamento Giuseppe Lo Verde, adesso sarebbe lui a reggere le fila dell' organizzazione in tutta la zona che va dalla zona dell' aeroporto fin quasi al centro della città. (...).

"Pizzini", intercettazioni e (quattro) pentiti. Così, come dicevamo stamattina, è finito in carcere Liga. E lui, l’architetto, proprio questo mese aveva concesso un’intervista al magazine “S”, riportata da Live Sicilia , in cui si difendeva dalle accuse:

“Io sono l’Architetto. Ma sono vittima di un equivoco”. Giuseppe Liga, l’uomo accusato dai pentiti di essere l’erede di Salvatore Lo Piccolo, esce allo scoperto in un’intervista esclusiva pubblicata sul nuovo numero di “S”, il magazine che guarda dentro la cronaca, in edicola da sabato 20 marzo: l’architetto Liga – il suo non è un soprannome, ma la reale professione – racconta la propria versione dei fatti, sostenendo di essere una vittima del racket e di essere stato citato solo per questo motivo nei pizzini trovati nel covo dei Lo Piccolo a Giardinello, e poi si descrive come una persona a stretto contatto con il mondo della politica siciliana che conta.

"Per esempio – spiega a Riccardo Lo Verso – sono cresciuto insieme con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Mi chiama, ci parlo. Sono stato in contatto con Mattarella, il fratello di Piersanti. Leoluca Orlando è diventato sindaco per me e per altri due amici". (...) Il suo ruolo nel mondo dei movimenti, del resto, non è ininfluente: Liga è infatti il reggente regionale siciliano del Movimento cristiano lavoratori, una sigla dell’universo dell’associazionismo cattolico nato da una scissione delle Acli. E da persona in vista si è occupato anche di cantieri pubblici: “Ho lavorato in alcuni appalti pubblici per conto della Sip nel ‘93-’94 – racconta Liga -. Ho progettato due centrali ad Agrigento. Poi ho fatto lavori di ristrutturazione degli impianti tecnologici, elettrici e di condizionamento in 40 centrali in tutta la Sicilia”. (...).


Foto | Flickr

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