Como: l'imprenditore Giacomo Brambilla ucciso e decapitato, la versione di Alberto Arrighi non convince.

GiacomoBrambilla

Aggiornamenti sull'omicidio dell'imprenditore Giacomo Brambilla, ucciso a colpi di pistola dall'armiere Alberto Arrighi, suo socio in affari, e infine decapitato.

Per quel delitto, ve lo avevamo detto lo scorso febbraio, erano finiti in manette Arrighi e suo suocero, Emanuele La Rosa, 68 anni, che avrebbe aiutato il primo a nascondere il corpo.

Arrighi, in carcere dai primi di febbraio, ha parlato di raptus, ma i giudici ritengono che si sia trattato di un omicidio premeditato e studiato con cura.

Quattro punti indicherebbero questa ipotesi: due ore prima del delitto, Arrighi spostò verso il pavimento la telecamera del suo negozio, in modo che riprendesse gli spari ma non l'autore.

Arrighi si era esercitato, proprio nella sua armeria, a sparare con movimento simile a quello fatto al momento dell'omicidio e, sempre secondo i rilievi effettuati, tra Arrighi e Brambilla non c'è stata né discussione né collutazione.

E, ancora, i due sacchi neri della spazzatura in cui è stato avvolto il corpo di Brambilla erano già presenti nell'armeria di Arrighi, già tagliati ed uniti col nastro adesivo.

Come se non bastasse, i parenti dell'imprenditore sostengono che l'uomo, nei giorni che hanno preceduto il suo omicidio, aveva a dispsizione un milione e mezzo di euro in contanti. Quei soldi non sono ancora stati ritrovati.

Via | La Provincia Di Como

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