Clan Aquino e Morabito: 20 arresti. Sequestrato il tesoro della ‘ndrangheta

Colpo alla ‘ndrangheta reggina con 20 arresti di presunti affiliati alle cosche Morabito e Aquino e un sequestro di beni per circa 450 milioni di euro. Un gran colpo al patrimonio finanziario della ‘ndrangheta, alla mafia imprenditrice che vuole lavarsi la faccia, riciclare il denaro sporco, investendo i proventi frutto delle attività illecite nell’economia legale. Un tesoro fatto di beni mobili, immobili, società commerciali e villaggi turistici finito ora sotto chiave.

Tra gli arrestati nel blitz di oggi figurano i nomi del presunto boss dell’omonima cosca Rocco Morabito, figlio di Giuseppe (‘u tiradrittu) e quello Francesco Sculli, genero di Giuseppe Morabito, nonché padre del giocatore del Pescara Giuseppe. Gli arresti sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza. In base all’attività d'indagine le cosche Morabito e Aquino avevano creato una rete di società italiane ed estere per la realizzazione di noti complessi immobiliari di tipo turistico residenziale nelle più belle zone balneari della Calabria. La ‘ndrangheta investe insomma nel turismo, cercando di creare lavoro e assicurare un indotto commerciale alle popolazioni locali, per ottenere e accrescere il consenso sul territorio.

Una rete criminale di cui erano parte fondamentale, secondo le indagini, imprenditori spagnoli, boss della 'ndrangheta della fascia jonica reggina (ritenuti i veri promotori degli investimenti) ma anche un soggetto considerato vicino all'Ira, l'organizzazione terroristica irlandese, e un noto imprenditore campano. Oltre a Morabito e Sculli in manette sono finiti: Rocco Aquino, Domingo Bernal Diaz, Francesco Arcadi, Giuseppe Carrozza, Antonio Cuppari, Henry James Fitzsimons, Sagredo Jorge Pablo Lamberti, Antonio Domenico Muccari, Antonio Raimondo, Daniele Scipione, Francesco Strangio, Fausto Ottavio Strangio, Sebastiano Sisto Strangio, Domenico Vallone, Bruno Verdiglione, Domenico Vitale, Sebastiano Vottari e Antonio Velardo.

Le accuse a carico degli indagati vanno dall’associazione mafiosa, all’intestazione fittizia di beni, al reimpiego di capitali. I militari delle Fiamme Gialle hanno eseguito una sessantina di perquisizioni in Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Spagna e Gran Bretagna.

Foto © Getty Images

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