Why Did You Kill My Dad? Il documentario della BBC sugli omicidi commessi da persone mentalmente instabili

Why Did You Kill My Dad

Tempo fa Louis Appleby, capo del National Confidential Inquiry into Suicide and Homicide by People with Mental Health Problems (NCISH), ha dichiarato che ogni anno in Inghilterra vengono registrati almeno 50 omicidi compiuti da persone che negli ultimi 12 mesi sono stati in cura per problemi mentali.

E' da questi dati che il filmaker Julian Hendy è partito per il suo documentario, Why Did You Kill My Dad?, "perchè hai ucciso mio padre?", che cerca di fare un po' di chiarezza proprio sul numero di questo episodi.

C'è anche una forta spinta personale: il padre di Hendy, Philip, di 75 anni, fu ucciso a Bristol nel 2007 dal 42enne Stephen Newton, affeto da disturbi mentali.

Newton, che era anche sotto effetto di anfetamine, entrò in casa di Hendy ed accoltellò l'uomo a morte.

Facendo qualche ricerca Hendy ha scoperto che i dati diffusi dal NCISH sono molto riduttivi rispetto alla realtà.

Questo perché nelle statistiche sono considerati solo i casi che si concludono con una condanna per omicidio.

Hendy ha invece affrontato la questione partendo dalla radice, dagli autori degli omicidi, ed ha scoperto che spesso questi si uccidono ben prima di venir condannati.

Se, ad esempio, qualcuno è responsabile dell'omicidio di più persone, la NCISH lo conta come un unico incidente. In questo modo quei 50 casi all'anno si riferiscono agli autori, non di certo alle vittime.

Hendy, nel documentario che andrà in onda stasera sulla BBC, ha preso in considerazione circa 600 casi di omicidio commessi da persone con seri problemi mentali partendo dal 1993.

Ha così fatto emergere un'altra verità: ogni anno si verificano più di 100 episodi del genere, più del doppio di quanto rivelato dalle statistiche ufficiali.

Si tratta di un dato scioccante, quello che è successo a mio padre è stato devastante e pensare che ogni anno 100 famiglie si trovano nella mia situazione è una terribile verità. So che molte persone malate mentalmente non sono violente, ma questi dati mettono in evidenza la necessità di provvedimenti nei confronti di quella minoranza che violenta lo è.

E, dati alla mano, Hendy sostiene che un primo passo potrebbe essere proprio quello di includere il numero delle vittime nelle statistiche, in modo da comprendere l'effettiva gravità del problema.

Via | BBC

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