Camorra: arrestato pregiudicato Vincenzo Baccante, il fratello è in carcere per l’omicidio di Giancarlo Siani


La Procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli ha emesso un provvedimento di carcerazione a carico di Vincenzo Baccante, pregiudicato napoletano di 64 anni, perchè condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione più un anno di libertà vigilata per associazione a delinquere di tipo mafioso.

L’arresto è stato eseguito dagli uomini del commissariato di Giugliano-Villarica (Napoli). L’uomo ha però già trascorso 4 anni 5 mesi e 29 giorni di reclusione per lo stesso reato e quindi gli rimane da scontare un solo giorno di carcere.

Vincenzo Baccante è il fratello del più noto Luigi, detto Maurizio 'O Corvo, attualmente in carcere per reati associativi, per l’omicidio del giornalista de "Il Mattino" Giancarlo Siani - avvenuto il 23 settembre 1985 - e non solo...


Una strage di mafia consumata 22 anni fa, 5 cadaveri sciolti nell' acido dallo "specialista" Giovanni Brusca. Un delitto avvenuto a Poggio Vallesana il 19 novembre 1984 e del quale, secondo la corte di assise (presidente Achille Scura) furono responsabili oltre a Brusca (già condannato separatamente a 16 anni) i boss di Marano Angelo Nuvoletta e Luigi Baccante, ieri condannati all' ergastolo. I due avevano già subito il massimo della pena per l' omicidio del giornalista Giancarlo Siani. Accolte le tesi del pm Francesco Cascini.


Un patto criminale sull'asse Napoli-Corleone:

Paolo Itri UNA saldatura potente tra i clan napoletani e la mafia corleonese. Ecco lo sfondo criminale dei primi anni Ottanta, sul quale matura l' assassinio di Siani. La sequenza. Pasqua 1981, con l' omicidio di Stefano Bontade, in Sicilia, inizia la cosiddetta seconda guerra di mafia. I corleonesi prendono il sopravvento sulle cosche Inzerillo-Riccobono-Buscetta-Badalamenti. Totò Riina diventa il boss di Cosa Nostra. Nel giugno del 1984, l' omicidio di Ciro Nuvoletta segna la frattura della guerra napoletana. Poco dopo, settembre 1984: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino emettono i mandati di cattura del primo maxiprocesso a Cosa Nostra. Settembre 1984, si consuma la strage di Torre Annunziata.


E il 19 settembre 1984 avviene la strage dei Vastarella, cinque omicidi: per tale delitto, il pm dell' antimafia Paolo Itri ha appena ottenuto la condanna di Giovanni Brusca, di Angelo Nuvoletta e di Luigi Baccante quali esecutori materiali, e di Totò Rina quale mandante (guarda caso, gli stessi Nuvoletta e Baccante saranno condannati per il delitto Siani). Il 1984 si chiude con la strage del treno 904. È il 23 dicembre: verranno condannati il cassiere della mafia Pippo Calò, esponente di spicco dei corleonesi e uomo di fiducia di Riina, ed il gruppo dei siculoromani legati alla banda della Magliana e all' eversione di destra. Il gruppo dei camorristi napoletani (Missi, Galeota e Pirozzi) è assolto. (Archivio La Repubblica).

Via | Metropolis Web

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