Saipem: l’ad di Eni Scaroni indagato per corruzione internazionale

Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, è indagato a Milano per corruzione internazionale. L’indagine della procura meneghina, relativa a una presunta maxi tangente pagata da Saipem, è coordinata dai sostituti procuratori Fabio De Pasquale, Giordano Baggio e Sergio Spadaro. La Guardia di finanza - nucleo di polizia tributaria - in queste ore sta perquisendo le sedi di Eni e della controllata Saipem a Roma e San Donato Milanese nonché l’abitazione di Scaroni a Milano.

L’Eni ha diffuso una nota in cui dichiara la totale estraneità rispetto alle contestazioni mosse all’azienda e al suo ad:

Già a fine novembre 2012 alla notizia dell'indagine per asserita corruzione internazionale in relazione a progetti di Saipem in Algeria, Eni si è immediatamente attivata raccomandando alla propria controllata Saipem, nel rispetto della sua autonomia in quanto società quotata, di mettere in atto tutte le più opportune azioni di verifica interna, di cooperazione con la magistratura e di discontinuità organizzative e gestionali, che hanno portato alle dimissioni e licenziamento di diversi ruoli apicali di Saipem coinvolti nelle attività oggetto di indagine. Eni ha inoltre direttamente fornito, e continuerà a fornire la massima cooperazione alla magistratura.

Oggetto delle indagini una tangente da 200 milioni di euro circa che sarebbe stata pagata da Saipem a politici algerini, per ottenere una commessa da 11 miliardi di dollari legata ai progetti Medgaz e Mle. Secondo l’accusa le due società italiane, che hanno creato una joint venture con l’ente di stato algerino Sonatrach, avrebbero pagato la maxi mazzetta a un’altra societa facente capo a un intermediario al centro dell’inchiesta che sarebbe il nipote di un ex ministro di Algeri. I soldi sarebbero finiti nelle tasche di faccendieri, esponenti del governo algerino e dirigenti di Sonatrach.

La notizia fa crollare il titolo di Eni a Piazza Affari (-4,62%) ma non quello di Saipem (+5,26%) che aveva già dato in questo senso nelle sedute dei giorni scorsi.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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