Roberta Ragusa: proroga di sei mesi per le indagini

Le indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa possono proseguire per altri sei mesi. La Procura di Pisa, come anticipato nei giorni scorsi, ha deciso di chiedere una proroga di sei mesi e che formalizzerà tale richiesta entro la fine della settimana. Le ricerche della donna, scomparsa più di un anno fa da San Giuliano Terme, potranno quindi continuare con lo stesso ritmo con cui sono andate avanti in queste settimane, col dispiegamento di centinaia di militari e volontari.

Ad oggi i magistrati avevano tre possibilità: chiedere, come previsto dalla legge, una proroga per le indagini o decidere se chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento dell'unico sospettato per la scomprsa della donna, il marito Antonio Logli, 50 anni, attualmente indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Il corpo della donna non è stato ancora ritrovato e carico dell'uomo, in assenza di prove certe, esistono solo deboli elementi come il racconto di un testimone che ha riferito di aver visto Logli fuori dall'abitazione di Roberta nel giorno della sua scomparsa.

Tutto, però, si basa sul ritrovamento del corpo, vera e propria prova dell'omicidio. Come confermato dal procuratore Ugo Adinolfi:

Se non riuscissimo mai a trovare il corpo della signora Roberta Ragusa la sua sparizione rischierebbe di rimanere per sempre un giallo irrisolto.

A questo proposito c'è molta attesa per i risultati degli esperti dei RIS sulle ossa umane rinvenute a fine gennaio in una grotta ad Agnano, nel territorio dei Monti Pisani. I Ris stanno anche analizzando un frammento di teschio umano rinvenuto sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta e alcuni indumenti femminili trovati in un cespuglio nei pressi della villetta della famiglia Logli a Gello.

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