Caso Orlandi, il supertestimone Antonio Mancini conferma: "Era stata rapita da Enrico De Pedis"

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Delle affermazioni di Sabrina Minardi sul caso Emanuela Orlandi ci siamo occupati un paio di settimane fa: la donna, che tra l’82 e l’84 è stata la compagna del capo della banda della Magliana Enrico "Renatino" De Pedis, ha affermato che ha rapire ed uccidere la 15enne era stato lo stesso De Pedis.

Ora il suo racconto è stato confermato da un altro supertestimone, il pentito Antonio "l'accattone" Mancini, ex capo della banda, che nelle ultime ore ha ribadito al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al pm Simona Maisto quanto già affermato in precedenza, con l'aggiunta di nuovi dettagli.

Secondo Mancini, Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente del Vaticano, sarebbe stata rapita dalla Banda della Magliana per problemi finanziari tra l'organizzazione criminale romana e il Vaticano.

Il rapimento doveva essere un segnale, un modo per mandare un messaggio al Vaticano con cui era in atto, sempre secondo Mancini, un continuo flusso di denaro da riciclare.

L'esecutore materiale indicato dall'ex boss è proprio Renatino De Pedis, ma intorno a lui gravitavano altre persone, di cui Mancini fornisce i nomi.

Oltre al telefonista Mario, la cui voce è stata riconosciuta dalla Minardi, e a Sergio, indicato da Mancini come l'autista, ci sarebbero anche tali "Ciletto" e "Rufetto", entrambi membri dell'organizzazione, che verranno sentiti nelle prossime ore.

Via | La Repubblica Di Roma

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