Torino: chi è Francesco Furchì, l’uomo fermato per l’agguato a Musy

Si chiama Francesco Furchì, calabrese di mezza età residente a Torino, l’uomo in stato di fermo per l’agguato ad Alberto Musy. Dietro l’aggressione armata ci sarebbe un intreccio di motivazioni, in primo luogo professionali, ma la politica non sarebbe del tutto esente. Il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli ha spiegato in conferenza stampa che:


L'indagine senza esagerazione è stata mastodontica, gigantesca: un setacciamento quantitativamente incredibile fra le figure gravitanti nell'orbita di Musy. (...) Un lavoro di grande difficoltà e pazienza della Procura e della Squadra Mobile di Torino: è stato come il lavoro dei cercatori d'oro che setacciano la sabbia. Alla fine l'attenzione investigativa si è concentrata sul soggetto fermato in quanto gravemente indiziato. Gli indizi sono gravi e convergenti, sufficienti a contestare il delitto di tentato omicidio.


Quali sono dunque in dettaglio le motivazioni che avrebbero spinto Furchì a compiere l’agguato?

Secondo Caselli:


Musy non lo appoggiò in un concorso per una cattedra universitaria a Palermo, non lo propose per una nomina dopo l'impegno dell'indagato nella campagna per Musy nel 2011. E poi c'è il mancato impegno di Musy nel reperire investitori per l'Arenaways, una società nella quale aveva interessi l'indagato, poi fallita. L'indagato viveva come un tradimento di Musy queste tre vicende, fino a maturare un fortissimo risentimento, un solido rancore, l'odio per la vittima.

In merito alle parole del procuratore capo di Torino, Arenaways a seguito di alcuni articoli apparsi sulla stampa online ha dovuto fare una precisazione, smentendo:

“categoricamente che la persona di Francesco Furchì abbia rivestito ruoli di qualsivoglia natura all’interno dell’azienda, come erroneamente riportato in alcuni lanci di agenzia e in diversi articoli online. La figura di Furchì è comparsa esclusivamente con una cordata di finanziatori che ha tentato di acquisire Arenaways dopo il fallimento, per altro non riuscendovi in virtù della maggiore offerta presentata da Go Concept, attuale proprietaria del marchio Arenaways”.

Tornando al movente, in base alla ricostruzione degli inquirenti Furchì voleva essere il primo in lista di Alleanza per la Città, la coalizione che aveva in Musy il candidato sindaco di Torino alle comunali del 2011, ma non ci fu niente da fare. Furchì non ottenne quella posizione, fu candidato ugualmente prendendo però 57 voti appena e rimanendo fuori da ogni incarico. Dietro il tentato omicidio ci sarebbe anche questo.

Torino, agguato a Musy: un fermo


A quasi un anno di distanza dall’agguato al consigliere comunale di Torino Alberto Musy, è stato fermato l’uomo che presumibilmente sparò. L’arresto è stato eseguito la scorsa notte dalla Squadra Mobile. Musy venne raggiunto da diversi colpi di pistola calibro 38 e da allora è in coma. Prima di perdere conoscenza l’uomo, di professione avvocato civilista ed eletto nelle file dell’Udc, fece in tempo a dire ai suoi soccorritori:


«mi hanno seguito ... è stato un uomo di 40 anni...».

L’agguato avvenne il 21 marzo dell'anno scorso a Torino, in via Barbaroux sotto l’abitazione di Musy. Le telecamere di sorveglianza della zona ripresero un uomo a piedi con un casco integrale da motociclista sulla testa e un soprabito scuro che attendeva il consigliere nel cortile di casa mentre Musy era andato ad accompagnare le figlie a scuola. Prima di sparare l’uomo dice qualcosa a Musy, poi dopo un breve inseguimento nel cortile della palazzina, preme il grilletto, cinque volte, e si allontana. Tre proiettili vanno a segno e feriscono gravemente il consigliere comunale.

Sul possibile movente dell’agguato trapela qualcosa da parte degli inquirenti che da subito avevano scartato la pista politica. Il presunto aggressore, interrogato nella notte, avrebbe avuto nei confronti di Musy un forte rancore per una questione che sarebbe legata al lavoro e agli affari. Il fermato, che è italiano, comunque non lavorava nello studio di Musy e non è un avvocato.

Foto © TMNews

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