Chi era Gianguarino Cafasso?

natalie_marrazzo

Io incasso i soldi e poi vado via, ho già pronti i documenti per scappare, perché se sto qui mi fanno fuori (...) Ho in mano mezza Roma, so delle cose che... io li posso rovinare, c´ho dei clienti fra i politici che se ve lo dico...

Parola di Gianguarino Cafasso, nome che si è sentito spesso negli ultimi giorni in merito al cosiddetto caso Marrazzo. Cafasso era un pusher, uno spacciatore che operava principalmente nella zona di Roma Nord e tra i suoi clienti abituali annoverava molti personaggi noti della politica e dello spettacolo.

Salernitano, classe '73, era conosciuto come Rino ed era un frequentatore abituale di transessuali, tra i quali la ben nota Natalì (in foto).

E' stato Cafasso, il del 3 luglio scorso, a portare la droga a casa di Natalì, poco prima che quest'ultima si incontrasse con l'ormai ex Governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo e poco prima dell'irruzione dei carabinieri e quindi delle riprese del video che ha dato inizio a tutto.

E forse, come ha dichiarato Carlo Tagliente, uno dei carabinieri arrestati, Cafasso si trova nell'abitazione di Natalì insieme a Marrazzo ed era lì anche al momento dell'arrivo degli agenti:

Il Gianguarino Cafasso in via Gradoli quella mattina c' era. Era presente dal primo momento in cui io e il collega Luciano Simeone siamo entrati nell'appartamento di Natalì. Natalì venne ad aprirci alla porta e noi trovammo Cafasso nella stanza di ingresso, mentre Piero Marrazzo, che era in camicia e senza pantaloni, era sul ciglio della stanza da letto. Posso spiegare quello che io presumo sia il motivo. Cafasso era il classico pappone dei trans. E i trans, quando sono in contatto con determinate personalità, come presumo anche in questa circostanza, riferivano a lui, a Cafasso. Insomma, io presumo che quella mattina Cafasso sia andato a prendersi la sua parte di denaro.

E' stato Cafasso uno dei primi ad avere il video tra le mani e a cercare di venderlo alle due croniste di Libero, chiedendo loro 500mila euro.

Sapeva benissimo che si trattava di materiale scottante e sapeva altrettanto bene di essere in pericolo, come ribadito anche a suo padre Pasquale.

Papà ho paura, trovo gli oggetti spostati, gli indumenti. Voglio lasciare quell’abitazione.

Il 12 settembre scorso, qualche settimana prima che lo scandalo divenne pubblico, Cafasso fu trovato morto nella stanza di un motel sulla Salaria. Causa del decesso: arresto cardiaco, forse provocato da una partita di cocaina tagliata male.

Può succedere, soprattutto quando si ha a che fare con lo spaccio e con partite di droga provenienti dai posti più disparati. Ma qualche dubbio che si sia trattato di omicidio - soprattutto dopo la misteriosa morte di Brenda - sta affiorando.

Che fine ha fatto il suo cellulare? Inutile dire che il suo telefonino conteneva tutti i contatti che era solito utilizzare ed è facile immaginare che tra questi ci fossero tutta una serie di spacciatori e anche qualche carabiniere.

La versione ufficiale, che ancora non convince, è che Jennifer, la transessuale brasiliana con cui Capasso aveva una relazione, l'ha "gettato via perchè era vecchio e non sapevo cosa farne".

Le indagini, quindi, si stanno concentrando anche su questi dettagli e non è escluso che qualcosa possa saltar fuori nelle prossime ore.

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