Omicidio Melania Rea, parla Parolisi: "come posso difendermi da accuse che cambiano sempre?"

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A pochi giorni dalle motivazioni della sentenza che tanto ha fatto discutere, Salvatore Parolisi torna a ribadire la sua innocenza e lo fa tramite l'avvocato Nicodemo Gentile, che ha riferito le parole del caporal maggiore dell'esercito durante un'intervista a Studio Aperto:

Io e Melania quel giorno siamo stati a Colle San Marco. L'ho sempre detto, nessuno mi ha creduto. Oggi un giudice riconosce questa verità. Ma per me non c'è nessun sollievo. Di che cosa dovrei sentirmi sollevato? Io so di non essere l'assassino. Ma come posso difendermi da accuse che cambiano sempre?

Parolisi si riferisce al movente del delitto, mutato per ben tre volte nel corso degli ultimi mesi. Prima si era parlato di imbuto passionale, poi del segreto inconfessabile della caserma a cui era affidato e infine le motivazioni della sentenza hanno fatto riferimento ad un rapporto sessuale negato, all'esasperazione di un uomo costretto a sottostare ad una moglie dominante.

Come faccio a difendermi da accuse che cambiano sempre? Il perchè e il come di questo delitto continuano a mutare. Se è così, è davvero facile condannare una persona. Quel 18 aprile non c'era tensione, Melania mi aveva perdonato per il mio tradimento. Melania non è mai stata aggressiva, non è mai stata dominante, da quelle pagine emerge un'immagine distorta di mia moglie.

Sarà l'inevitabile processo d'appello a cercare di fare chiarezza su questo delitto. Gli avvocati dell'uomo hanno tempo fino ai primi giorni di marzo per depositare il ricorso e la prima udienza del processo potrebbe essere fissata già a partire dalla prossima primavera.

Foto | © TMNews

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