Ferrara, omicidio Vincenzo Brunaldi: la confessione della moglie Donatella Zucchi

Donatella Zucchi ha ammesso tutto fin dal principio. Non appena gli agenti sono entrati in casa sua ed hanno scoperto il corpo senza vita del marito Vincenzo Brunaldi ha precisato subito di esser stata lei ad ucciderlo, ma è stato durante il lungo interrogatorio di ieri che ha fornito qualche particolare in più su cosa sia successo quella notte nell'appartamento che i due coniugi dividevano nella zona di Borgopunta a Ferrara.

Non ci sarebbe un movente ben individuabile, sembra smentita anche l'ipotesi che il delitto sia avvenuto al termine di una lite. Forse è più probabile parlare di una serie di eventi che accumulati hanno spinto la donna a compiere quel folle gesto, dall'amarezza per non essere riuscita a diventare madre - aveva provato per cinque volte l'inseminazione artificiale a Bruxelles, senza successo - alla gravissima forma di cefalea di cui soffriva, passando per l'omicidio del padre e i problemi con l'alcol della madre.

Come confermato dal suo difensore, l'avvocato Eugenio Gallerani, Donatella era convinta che suo marito bevesse troppo e lei non aveva nessuna intenzione di rivivere le situazioni che avevano caratterizzato la sua infanzia. Gallerani, però, ci tiene a precisare che la convinzione del troppo alcol non aveva riscontri nella realtà, "era soltanto nella sua testa".

Fondamentale, secondo quanto riferito dal legale, sarebbe stata l'influenza avuta dall'omicidio del padre, avvenuto nel 1991: Nedo Zucchi fu ucciso con un colpo di fucile alla testa esploso durante un litigio con la moglie, Antonietta Crisante. La donna fu inizialmente indagata per omicidio e infine prosciolta. Per capire quanto questo episodio abbia influito nella vita di Donatella, l'avvocato ha intenzione di riprendere in mano quel fascicolo.

C'è più di un punto in comune con l'omicidio del marito Vincenzo Brunaldi, ucciso anche lui con un colpo alla testa. La donna ha ammesso di averlo freddato nella notte tra martedì e mercoledì, mentre stava dormendo:

Poi ho ripulito tutto, mi sono lavata, sono uscita a buttare via il materasso in un cassonetto e ho infilato il cadavere in un bidone tirandolo su per i piedi.

Il giorno dopo è uscita di casa come se nulla fosse accaduto, ha trascorso del tempo a Bologna con sua madre e una volta rientrata a casa ha continuato a ripulire la scena del crimine. Giovedì, il giorno dopo, ha chiesto aiuto ad un amico, che ha prontamente allertato le autorità e fatto emergere la verità.

Nelle intenzioni della donna - lo confermerebbero le taniche di benzina ritrovate nella sua auto - c'era la distruzione del cadavere del marito, impedita dall'intervento delle autorità. Le indagini sono ancora in corso e la donna, come si legge su Bologna Notizie, ad oggi non risulta formalmente incriminata.

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