La riforma della giustizia per il centrosinistra

Proseguiamo il nostro viaggio nelle proposte delle varie coalizioni in corsa per le Elezioni Politiche 2013 in merito alla riforma della giustizia nel nostro Paese. Dopo aver visto le dichiarazioni di intenti del Centrodestra, dell'ex premier Mario Monti e del movimento Rivoluzione Civile Ingroia, andiamo a vedere cosa propone il Centrosinistra, a cominciare dal Partito Democratico che candida l'onorevole Pier Luigi Bersani a Presidente del Consiglio.

Il programma ufficiale, disponibile a questo indirizzo, è piuttosto vago e generico sul fronte della giustizia, se si esclude un breve paragrafo nella sezione in cui si parla di uguaglianza:

al capitolo dell’uguaglianza è legata a filo doppio la questione di una giustizia civile e penale al servizio del cittadino. Su questo piano è superfluo ricordare che gli anni della destra al governo hanno sprangato ogni spiraglio a un intervento riformatore. Diciamo che si sono occupati pochissimo dello stato di diritto e molto del diritto di uno soltanto che si riteneva proprietario dello Stato. Ma così a pagare due volte sono stati i cittadini più deboli: quelli che hanno davvero bisogno di una giustizia civile e penale rapida, imparziale, efficiente. Nella prossima legislatura il tema dovrà essere affrontato dal punto di vista della dignità e dei diritti di tutti e non più dei potenti alla ricerca d’impunità.



Qualcosa in più sul tema ci arriva dalle dichiarazioni a più riprese dello stesso Bersani e da altri esponenti del partito. Donatella Ferranti, capolista democratica nella circoscrizione Lazio 2, nei giorni scorsi ha dichiarato:

Bersani è stato molto chiaro e concreto: i primi interventi del governo di centrosinistra riguarderanno provvedimenti specifici per contrastare la corruzione e il malaffare, dalla reintroduzione del falso in bilancio, al rafforzamento della normativa sul voto di scambio e sull'incandidabilità, a nuove norme sul conflitto d’interessi, all’introduzione del reato di autoriciclaggio, a maggiore trasparenza negli appalti.

Le fa eco Piero Grasso, candidato del PD alle, che ha così commentanti l'inaugurazione del nuovo anno giudiziario:

Il dato più allarmante è quello sulle prescrizioni, arrivate a 128 mila, un numero esorbitante che denuncia il fallimento del sistema. Occorre sempre ricordare che l'impunità è la base di un circuito letale per il paese e la sua economia, perché è una garanzia di intangibilità per corrotti, evasori fiscali e mafiosi. Anche il quadro che ci è stato dato sulla giustizia civile è impressionante per la assoluta mancanza o ritardata tutela dei diritti dei cittadini. Per questo, governo e parlamento non possono più rinviare l'appuntamento con le riforme: possiamo realizzarle se uniamo le intelligenze del paese e le persone di buona volontà, perché basta questo per avviare un percorso di scrittura di nuove norme.

Bersani attribuisce la responsabilità della situazione odierna alla destra e propone di muoversi per cambiare le cose:

Per quindici anni abbiamo mangiato pane e giustizia e poi alla resa dei conti è il settore dove meno ci sono state riforme. Basta.

E pone l'accento su quanto abbiamo appena riassunto, senza però avanzare delle proposte concrete. Molte idee ma, ad oggi, pochi suggerimenti su come attuarle.

Il programma di Sinistra Ecologia Libertà, che appoggia Bersani come Premier, è ancor più vago sul fronte giustizia e nel programma ufficiale non fa alcun riferimento agli attuali problemi su quel fronte e a possibili soluzioni per migliorare la situazione. La campagna è ancora in piena attività e le elezioni sono tra poco meno di un mese: il tempo per affrontare questo tema delicato non dovrebbe mancare. Staremo a vedere.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail