Mafia cinese: a Torino arrestati i boss della cupola orientale

Zheng RuiChun

Qualcuno potrebbe dire: ecco, ci mancavano solo i cinesi. Ma il problema della mafia cinese in Italia è ben più radicato di quanto si possa pensare, se ne parla meno probabilmente perché le mafie nostrane ci danno ben più da pensare. Ma l'operazione "Made In Italy" messa in atto dalla Criminalpol - e durata un anno - è riuscita a mettere le mani su una vera e propria cupola cinese che esercitava a Torino. Gli arrestati sono 7: JianSheng Hu, detto “Asheng”, Lin Xidi, detto “XiHu” (28 an­ni), Xue Han Dong (20 anni), Xudong Cai dettoAdong” (31 anni), Qin Guang Liu, 59 anni e Shouhao Zhou, 40 anni. Ma soprattutto sono riusciti a catturare il boss dell'organizzazione criminale, Zheng Rui Chun (38 anni, nella foto in alto), conosciuto nell'ambiente con l'appellativo di "grande fratel­lo”.

Tutta l'operazione ha preso il via dopo l'omicidio di Hu Libin, giovanissimo boss della banda torinese (22 anni) che ha pagato caro il suo tentativo di sconfinamento nei territori milanesi. Il giovane è stato ritrovato decapitato a colpi di machete davanti alla discoteca Parenthesis in Via Gargano, aggredito da una decina di connazionali e coetanei. Un regolamento di conti tra clan rivali di cui si può leggere più approfonditamente qui ed un'analisi del fenomeno qui.

Zheng Rui Chun aveva preso in mano le redini del clan torinese accusato di associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, tentato omicidio, traffico di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il gip De Marchi e gli inquirenti non sono ancora stati in grado di formulare l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso perché gli elementi a carico di questa ipotesi di reato sono ancora labili, sarebbe quindi prematuro parlare espressamente di "mafia cinese".

Gli scontri tra clan concorrenti, traffico di droga, di armi, di esseri umani, estorsioni, la forte ritualità e le gerarchie ben delineate non fanno sicuramente pensare ad una "semplice" organizzazione criminale. Per comprendere meglio il fenomeno "mafia cinese" in Italia consiglio la lettura del libro "I Boss di ChinaTown" di Giampiero Rossi e Simone Spina, che spiega cosa si nasconde dietro l'anonimo lavoro cinese, dei legami con la nostre Cosa Nostra e 'ndrangheta e di come si stiano modificando i rapporti con la nostra società.

Mafia Cinese: gli arrestati del clan Torinese



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