Incipit noir - La bambina che amava troppo i fiammiferi

Mio fratello e io abbiamo dovuto prendere l'universo in mano una mattina poco prima dell'alba perché papà era spirato all'improvviso. La sua spoglia contratta in un dolore di cui restava soltanto la scorsa, i suoi decreti finiti di colpo in polvere, tutto ciò giaceva nella stanza al piano di sopra da cui papà, ancora soltanto il giorno prima, ci comandava in tutto e per tutto. Avevamo bisogno di ordini per non cadere a pezzi, mio fratello ed io: erano la nostra malta. Senza papà non sapevamo fare niente. Da soli, riuscivamo a malapena a esitare, esistere, avere paura, soffrire.

La bambina che amava troppo i fiammiferi - Gaétan Soucy (Marco y Marcos), un thriller fuoriclasse dove terribile e sublime, comico e passionale, remoto ed eterno si trasformano in una gloriosa festa della parola, della lettura.

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