Incipit noir - Il vetraio

Ci sono nature contemplative assolutamente negate all'azione, le quali tuttavia, sotto un impulso misterioso ed ignoto, agiscono a volte con una rapidità di cui loro stesso si sarebbero credute incapaci.

Uno che temendo di trovare dalla portinaia una brutta notizia si aggira vilmente per un'ora davanti alla porta senza il coraggio di entrare; uno che si tiene in tasca quindici giorni una lettera senza aprirla, o si rassegna solo dopo sei mesi a compiere un atto necessario già da un anno, a volte si sentono improvvisamente precipitati verso l'azione da una forza irresistibile, che li rende simili alla freccia di un arco.

Il moralista ed il medico, che pretendono di sapere tutto, non possono spiegare da dove provenga tutto ad un tratto una così folle energia a queste anime pigre e sensuali, e in che modo, incapaci di compiere le azioni più semplici e necessarie, esse trovino a un certo momento tanto coraggio da mandare a effetto le più assurde e spesso anche le più pericolose.

Il vetraio, Poemetti in prosa - Charles Baudelaire. "Per Baudelaire il nero è satanico, e il satanico è il vizio" (Angelo Mainardi).

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