Reggio Calabria, ‘ndrangheta: arrestati gli imprenditori Giuseppe e Barbara Crocè

Due noti imprenditori reggini, padre e figlia, sono stati arrestati oggi dalla polizia per presunti legami con il clan Tegano di Reggio Calabria, ritenuto uno dei più potenti della ‘ndrangheta. Gli arresti odierni, dopo le indagini della Direzione investigativa antimafia, dei Carabinieri e della Guardia di finanza, sono la naturale prosecuzione dell’inchiesta Assenzio che nel luglio scorso aprì le porte del carcere all'ex consigliere comunale della città dello Stretto Dominique Suraci.

Secondo gli inquirenti gli imprenditori Giuseppe Crocè e sua figlia Barbara avrebbero stretto un patto, poi mantenuto con Suraci e riguardante il settore della grande distribuzione alimentare: in pratica sarebbe stati assicurati contratti di fornitura di beni e servizi con imprese, ditte e società riconducibili a clan di ‘ndrangheta.

Per la Dda di Reggio i Crocè avrebbero operato nella loro attività imprenditoriale sotto la tutela di alcuni dei più temuti clan della città acquisendo via via fette di mercato sempre maggiori, accumulando capitali illeciti e sbaragliando qualsiasi concorrenza. Oltre agli arresti le forze dell’ordine sono state impegnate stamattina in perquisizioni e nel sequestro di beni riconducibili per l’accusa anche allo stesso Suraci, tra cui anche attività commerciali in Calabria, Lombardia e Lazio ''schermate'' da società fiduciarie.

Le indagini sono state dirette dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Michele Prestipino e dal pm della Dda Stefano Musolino.

Nella foto l'arresto di Giovanni Tegano, tra i 30 latitanti più pericolosi d'Italia, catturato a Reggio ad aprile del 2010, dopo 17 anni di latitanza.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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