La riforma della giustizia per il centrodestra

In questo periodo di campagna elettorale si fa un gran parlare di taglio delle tasse e dell’IMU, lotta alla disoccupazione, conflitto di interessi, questione esodati e giustizia. A poco più di un mese dal voto, Crimeblog ha cercato di capire che cosa intendono fare coalizioni e partiti in corsa per le elezioni politiche del 24-25 febbraio proprio sul fronte della riforma della giustizia. Dopo aver visto le intenzioni del programma Rivoluzione Civile Ingroia, oggi focalizziamo l'attenzione sul centrodestra.

Popolo della Libertà - il partito capitanato dall'ex premier Silvio Berlusconi è forse uno dei partiti che più si è espresso a proposito di riformare l'attuale sistema giudiziario italiano. Il punto 19 del programma ufficiale è interamente dedicato alla Giustizia e al suo interno include una serie di punti più o meno condivisibili che promettono di snellire - e non di poco - il sistema della giustizia informatizzandola e dando una nuova spinta al processo telematico, da anni avviato in fase sperimentale.

E' innegabile, dopo aver letto attentamente il programma, pensare che alcune delle proposte siano state create ad hoc per favorire più di un elemento del partito e della coalizione - si parla di inappellabilità delle sentenze di assoluzione, di non ben specificate norme più liberali e garantiste su intercettazioni e del divieto di pubblicazione delle intercettazioni - ed altre più orientate ai cittadini, come nel caso della riduzione dei tempi della giustizia civile, penale e tributaria e di un potenziamento della legislazione sui reati contro il patrimonio (furti in appartamenti e ville, rapine).

Il programma continua elencato aspetti chiesti a più riprese dalla popolazione, come la vera responsabilità civile dei magistrati - se ne è ampiamente parlato nello sconvolgente caso di Giuseppe Gulotta - o, sempre in tema di magistrati, di separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti e di carriere basate più sul merito che sull'anzianità, oltre ad una revisione e limitazione degli incarichi extragiudiziari degli stessi magistrati.

Concludono la sezione giustizia del programma del PDL la proposta di attuazione del giusto processo, con pari dignità tra accusa e difesa, e una possibile soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri italiane e delle condizioni spesso disumane dei detenuti: limitazione della carcerazione preventiva, maggior dignità per i cittadini detenuti e incentivazione del lavoro nelle carceri.

La riforma della giustizia è stata anche al centro delle recenti dichiarazioni di alcuni esponenti della coalizione di cui fa parte il PDL. Tra questi anche Maurizio Gasparri, Presidente dei senatori del PDL, che quasi un anno fa ha posto l'accento sulle dichiarazioni pubbliche dei magistrati:

Il Pdl si adopererà per la riforma della giustizia. Il presidente della Repubblica nel suo intervento davanti al Consiglio Superiore della Magistratura ha affermato che c’è un eccesso di esternazioni alla stampa da parte dei magistrati, spesso prive del senso della misura, e che deve essere disciplinato il rapporto ingresso-uscita dalla politica dei magistrati, non essendo tollerabile che gli stessi possano tornare alla giurisdizione dopo avere ricoperto ruoli di natura politica. […] Adotteremo immediatamente le iniziative legislative per sanzionare disciplinarmente le esternazioni fuori misura dei magistrati e per rendere completo il sistema sanzionatorio disciplinare.

Ben più recente il commento dell'ex magistrato e attuale senatore del PDL Pasquale Giuliano, coordinatore della provincia di Caserta:

Una riforma della giustizia è quanto mai urgente. L’unica riforma seria che ha avuto effetti positivi è quella del 1989, che ha riguardato il codice di procedura civile. Tutte le leggi successive sono stati interventi tampone che spesso hanno fatto più danni che altro. Serve una riforma seria, radicale. Bisogna intervenire anche nel settore penitenziario che in Italia è disastroso. Le nostre carceri sono luoghi invivibili.

Del resto Silvio Berlusconi sono mesi che parla di riforma della giustizia e mai come in questi giorni, tra un'ospitata e l'altra, sta ribadendo il concetto. La spinta, è inutile girarci intorno, è arrivata dopo la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale a conclusione del processo per l'acquisizione dei diritti tv di Mediaset emessa in primo grado lo scorso ottobre.

Non molto dissimile dal programma del PDL è quello della Lega Nord, che fa parte della stessa coalizione, consultabile interamente a questo indirizzo. Sei i punti collegati alla giustizia - Carceri, Criminalità Organizzata, Giustizia, Immigrazione, Ordinamento giudiziario e Sicurezza - sviscerati in modo piuttosto approfondito già all'interno del programma.

Il problema più grave ed impellente del nostro sistema carcerario è sicuramente quello del sovraffollamento, che non può essere però risolto, come finora fatto, da atti di clemenza, quali l’indulto o l’amnistia, in quanto ciò metterebbe a repentaglio il principio della certezza della pena, con gravi ripercussioni sul contesto sociale in cui viviamo. […] In caso di reati di particolare pericolosità sociale od efferatezza, non solo non deve esser concesso alcun sconto di pena, ma disposto un regime di carcere duro (art. 41 bis). Accanto allo sconto della pena negli appositi istituti, deve essere previsto e agevolato per i carcerati forme di lavoro, anche di pubblica utilità, col fine non solo di consentire la rieducazione e il reinserimento sociale dello stesso ma anche una forma di indennizzo per le vittime dei reati e la società.

Sul fronte della sicurezza urbana, la Lega Nord propone di riconoscere ai sindaci maggiori poteri di intervento onde garantire la sicurezza e la pacifica convivenza dei cittadini, mentre su un fronte un po' più ampio viene proposto di rivedere le modalità di reclutamento dei giudici di pace tramite una nomina elettiva diretta "così da riconoscere alla figura del giudice di pace quell'autorità e la giusta rappresentatività di una comunità, ad essa più vicina psicologicamente e nei confronti della stessa responsabile".

Tra i punti del programma c'è anche la riforma della giustizia minorile, attualmente ripartita su tre diversi organi giurisdizionali - tribunale ordinario, tribunale per i minorenni e giudice tutelare. La Lega Nord sottolinea la frequente incertezza nell'individuazione dell'organo competente per ogni singola controversia e numerose storture e disuguaglianze che vengono evidenziate da tempo e per ovviare a questi inconvenienti propone la soppressione degli attuali tribunali per i minorenni e l’istituzione di sezioni specializzate presso le sedi dei tribunali ordinari, con competenze sia nelle materie civili che in quelle penali.

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La riforma della giustizia per Rivoluzione Civile-Ingroia

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