Cremona, uccise l'ex compagna e la figlia di 2 anni: ergastolo a Maurizio Iori

Ergastolo e due anni di isolamento. E' questa la pena inflitta ieri dai giudici della Corte d'Assise di Cremona a Maurizio Iori, l'ex primario del reparto di oculistica dell'ospedale Maggiore di Crema, condannato per l'omicidio dell'ex compagna Claudia Ornesi e della figlia di due anni, Livia Iori, nata da quella relazione.

I giudici hanno deciso di accogliere in pieno la richiesta avanzata dai pubblici ministeri e di condannare l'uomo al massimo della pena. Alla condanna si aggiunge anche la perdita della patria potestà sugli altri tre figli, due avuti dalla prima moglie, l'altra dalla donna sposata dopo la fine della storia con Claudia Ornesi.

Alla base del folle gesto, come confermato nel corso del processo, ci sarebbe stato il tentativo dell'uomo di mettere a tacere Claudia Ornesi, intenzionata a dare alla figlia Livia una vita come quella degli altri figli dell'uomo. Lui, però, non era d'accordo e in più occasioni aveva minacciato la donna, fino ad architettare e mettere in pratica il piano che avrebbe messo fine ai suoi problemi.

Nella notte tra il 20 e il 21 luglio 2011, secondo la ricostruzione dell'accusa, Iori si recò a casa della donna portando con sè quattro bombole di gas da campeggio che aveva acquistato nei giorni precedenti e diverse confenzioni di Xanax e Valium. Sedò la donna e la bimba con i barbiturici e lasciò che il gas butano fece il resto, uccidendole.

A fare la macabra scoperta, poche ore dopo, fu il padre di Claudia Ornesi, che fin dal primo momento si convinse che non si trattò di omicidio-suicidio ed attribuì la responsabilità di quel duplice delitto proprio a Iori, che ha sempre respinto ogni addebito e professato la sua innocenza fino all'ultimo. Ieri, in aula, ha chiesto di rilasciare una breve dichiarazione:

Signor pm, non è difficile pensare a una vendetta di Laura. Tutti i figli sono le meraviglie della mia vita. Gli amori della mia vita. Stavo benissimo, non avevo bisogno di fare questo.

A nulla è servito il suo appello. I giudici si sono ritirati in camera di consiglio e dopo quattro ore sono usciti con la sentenza: ergastolo e due anni di isolamento. Questo il commento della madre di Claudia, Pasqua Ornesi, subito dopo la lettura della sentenza:

Il processo ha finalmente stabilità la verità. Volevamo che venisse accertato e che si sapesse che Claudia non aveva mai pensato di uccidere Livia e sé stessa. Quella bambina era la sua completa realizzazione di donna. Quell'uomo non la voleva: non è capace di alcun sentimento.

Sarà necessario, come al solito, attendere che vengano depositate le motivazioni della sentenza per capire quali saranno le prossime mosse delle parti coinvolte.

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