Attentato scuola Brindisi: Giovanni Vantaggiato alla sbarra

Giovanni Vantaggiato, il killer reo confesso dell’attentato alla scuola Laura Morvillo Falcone di Brindisi del 19 maggio scorso (una 16enne uccisa e altri 9 studenti feriti) è alla sbarra. Il processo a suo carico è iniziato ieri in Corte d’assise. L’uomo è accusato di strage aggravata dalle finalità terroristiche, di detenzione ed esplosione di ordigno micidiale.

I pm credono anche che il reato sia stato commesso in concorso con altri soggetti, ma ad oggi questa rimane solo un’ipotesi. Vantaggiato, apparso dimagrito in aula, secondo chi indaga mira a farsi riconoscere incapace di intendere e volere, per scampare alla galera. Il suo avvocato ha chiesto la perizia psichiatrica. Il Messaggero ieri ha pubblicato un’intercettazione di un dialogo, in carcere, tra il 69enne di Copertino (Lecce) e la moglie, il 6 giugno dell’anno scorso.

Dice Vantaggiato:


“Da qui uscirò perché dimostrerò di essere incapace di intendere e di volere. Li prenderò tutti in giro, come ho già fatto con il servizio militare. Devo arrivare al processo mezzo vivo e mezzo morto, voglio diventare come quelli dei lager, voglio uscire di qui... Lentamente mi debbo mettere in una condizione estrema".

Nessuna parola di pentimento, nessun accenno di rimorso, solo la volontà di raggirare la giustizia. Quando gli è stato chiesto, per tre volte, se volesse la presenza delle telecamere in aula, Vantaggiato è rimasto in silenzio.

Secondo il procuratore della Dda di Lecce Cataldo Motta che sostiene l’accusa:

"L'imputato finge. Non è credibile nella sceneggiata che sta portando avanti per sostenere la tesi del vizio di mente. La mia impressione, per situazioni che conoscete benissimo, è che sia tutto artefatto. Si costituisce uno stato di mente tale da poter chiedere l'infermità mentale''.

E ancora:

"Però nel momento in cui dice di aver scelto la scuola perché era la più comoda per arrivare e la più vicina allo svincolo per la strada diretta a Lecce ed era un posto che conosceva perché in passato aveva fornito gasolio, oltre al fatto che sentito dal gip, dice di non aver scelto un caserma dei carabinieri poiché questa è più sorvegliata di una scuola, allora mi pare che il vizio di mente salti. Ora non dirà più nulla perché punta all'incapacità di intendere e di volere".

Al termine dell’udienza di ieri Motta ha aggiunto:

"Noi, Vantaggiato, lo abbiamo interrogato più volte. E non ci sembrava assolutamente incapace di intendere e di volere. Era lucido, ragionava. Rispondeva con precisione alle contestazioni. Non c'era alcuna indicazione che facesse sospettare o supporre una condizione di mente tale da essere incapace di intendere e di volere".

La prossima udienza è fissata per il 24 gennaio, quando i giudici si dovranno esprimere anche su una richiesta di perizia psichiatrica avanzata da un consulente nominato dalla Corte stessa.

Foto © TMNews

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