Pericoloso, ma non troppo: in Scozia uno dei torturatori del piccolo Peter sarà libero entro due anni

La vicenda della morte del piccolo Peter - il bambino di 17 mesi ucciso a causa delle percosse subite dalla madre 27enne, dal suo nuovo compagno, Steven Barker, e da un amico di famiglia, Jason Owen, 37 anni - è tornata sulle prime pagine dei principali quotidiani inglesi.

I tre aguzzini furono condannati nel maggio scorso e in quella data annunciarono che avrebbero fatto ricorso. Nei giorni scorsi Jason Owen, condannato a scontare tre anni di carcere, è riuscito ad ottenere uno sconto di pena e potrebbe uscire nell'agosto del 2011.

I giudici che si sono trovati a valutare il suo caso sono stati d'accordo nell'affermare che Owen ha agito in modo "inefficiente ed irresponsabile", che il rischio che possa colpire di nuovo esiste e che rilasciarlo potrebbe costituire un pericolo per i bambini.

Ma i tre si sono trovati anche d'accordo nel dire che tale pericolo non è così significativo da dover rinchiudere Jason Owen per più di due anni. Insomma, è pericoloso, ma non troppo.

Inutile dire che le polemiche sono tornate ancor più forti e che Owen ha già ricevuto una vasta collezione di minacce di morte. A questo proposito i suoi legali hanno chiesto che una volta fuori ad Owen sia concessa una nuova identità, così da non essere riconosciuto.

Una nuova identità - per lui e la sua famiglia composta da moglie e cinque figli - una nuova sistemazione e magari anche un lavoro. Tutto questo dovrebbe andare a gravare sulle spalle dei contribuenti che, come è ovvio, stanno facendo di tutto affinché questa mossa venga evitata.

E qui ci possiamo riallacciare al discorso di pochi giorni fa. Se Jason Owen ha scontato la sua condanna, ma è comunque considerato un elemento pericoloso, è giusto che venga dotato di nuova identità e che i suoi nuovi vicini di casa rimangano all'oscuro del suo passato?

Via | Daily Mail

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: