USA, prima esecuzione del 2013: Robert Gleason giustiziato sulla sedia elettrica


Prima esecuzione dell'anno negli Stati Uniti. A poco più di due settimane dall'inizio del 2013 è stato il Virginia ad aprire le macabre danze rispolverando addirittura la sedia elettrica, utilizzata l'ultima volta nel 2010. La scelta, come previsto in Virginia e altri nove Stati, spetta al detenuto e Robert Gleason Jr., 42 anni, ha preferito farsi uccidere con elettrodi e corrente elettrica.

Del caso di Gleason si è parlato ben poco, soprattutto perchè l'uomo non ha mai cercato di opporsi a quella sentenza di morte, non ha mai presentato un ricorso né provato a professarsi innocente. Anzi, fino all'ultimo ha anche tentato di impedire ai suoi ex avvocati di provare a fermare o rimandare l'esecuzione.

Gleason Jr. fu condannato al carcere a vita nel 2007 per un duplice omicidio, ma stando a quanto raccontato dallo stesso, la voglia di uccidere non si era placata. L'unico modo per non continuare a farlo era la condanna a morte: per questo, nel 2009, uccise un detenuto suo compagno di cella e nel 2010 ne strangolò un altro, assicurandosi così la morte per mano dello Stato.

Gleason aveva sempre ammesso di aver ucciso anche altre persone - pur rifiutandosi di fornire dettagli specifici - ma aveva più volte ribadito di aver ucciso soltanto dei criminali:

Non sto dicendo di essere una persona migliore per aver ucciso dei criminali, ma non mai ucciso persone innocenti. Ho ucciso persone che avevano il mio stesso stile di vita.

La decisione di farsi infliggere la pena di morte, lo scrive la stampa locale, è stata presa anche per dare un insegnamento ai propri figli, per mostrar loro che la strada presa da lui non può concludersi in una maniera diversa:

Non sono stato un padre presente e spero di poter fare un'ultima cosa buona. Spero che questa sia una cosa buona.

Ieri, come da programma, la condanna a morte è stata eseguita: Robert Gleason Jr. è stato dichiarato morto ieri alle 9.08 - ora locale - nel carcere di Greensville, Virginia.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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