Stefano Cucchi, scontro tra periti: “fratture acute e recenti”

19.37 - Secondo il professor Luigi Barana, del collegio dei periti nominati dalla terza Corte d'assise di Roma per accertare le cause della morte di Cucchi:

I medici del Pertini non trattando il paziente in maniera adeguata ne hanno determinato il decesso; l'evento morte era prevedibile.

Per Marco Grandi, a capo dei periti, i medici del reparto penitenziario dell’ospedale Pertini:

non hanno saputo individuare il quadro patologico. Hanno avuto una condotta colposa a titolo di imperizia o negligenza, quando non di mancata osservanza delle disposizioni codificate.

Cucchi:

Non fu informato sul suo stato di salute, sulla prognosi a breve infausta nel caso lui avesse persistito nel rifiutare cibo e liquidi.

L’udienza odierna è proseguita con il contro esame degli avvocati della famiglia Cucchi e dei legali degli imputati. Il padre di Stefano, Giovanni Cucchi, così come riporta l'Ansa ha poi spiegato:

Ho ipotecato casa, oggi erano in aula i miei consulenti venuti da varie parti d'Italia e da me pagati. Il pm però si è opposto a far sì che fossero loro a porre le domande ai periti della Corte. Voglio capire perché e voglio delle scuse; anche perché ritengo necessario un confronto approfondito che solo tra periti è possibile esplicare in modo completo. A tale confronto ritengo che lo Stato non dovrebbe rinunciare per nessun motivo.

E ancora:

Pretendo le scuse dal ministro della Giustizia. Ho consegnato mio figlio allo Stato sano. È stato ucciso e io sono costretto a subire affronti in aula. Stefano è solo la punta di un iceberg che evidenzia come sia il sistema che non va. Un sistema che presenta aspetti negativi che non si vogliono fare emergere. Speriamo che la sua morte serva almeno a fare emergere questi aspetti negativi per correggerli.

Continua oggi in aula lo scontro tra periti sulla morte di Stefano Cucchi, il 31enne deceduto il 22 ottobre del 2009 in un letto del reparto penitenziario dell’ospedale Pertini di Roma, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga. Secondo la perizia dei consulenti della famiglia di Stefano, sul corpo sono state riscontrate fratture:

recenti, acute e traumatiche

dell'osso sacro e delle vertebre L3 e L5. Il professor Giuseppe Guglielmi, uno dei periti della famiglia, ha chiesto il parere di tre luminari della radiologia muscolo-scheletrica: il presidente della Società Europea di radiologia muscolo-scheletrica, il direttore della sezione di radiologia muscolo-scheletrica dell’università di Creta e il direttore della radiologia muscolo-scheletrica dell'università di Boston. Per la perizia disposta dalla Corte le fratture potrebbe essere avvenute invece post mortem.

Di questo si discuterà nell’udienza di stamattina del processo - 12 le persone rinviate a giudizio tra medici infermieri e guardie carcerarie - a Rebibbia. Per l’avvocato Fabio Anselmo, legale di parte civile che si batterà per il deposito di questo nuovo parere (da allegare alle altre consulenze tecniche):

Si tratta di un particolare importante perché anche la commissione Marino, che ha partecipato alla consulenza tecnica con medici appositamente nominati, aveva fin da subito riconosciuto L3 come frattura acuta e recente.

Secondo la commissione Marino, ricorda Anselmo:

i medici del reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini, dove Stefano Cucchi era ricoverato, non si sono mai resi conto di essere di fronte a un caso di malnutrizione importante, quindi non si sono curati di monitorare il paziente sotto questo profilo, né hanno chiesto l’intervento di nutrizionisti e, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso.

Nessuno dei sanitari intervenne insomma quando le scorte corporee di grassi di Cucchi si esaurirono. Il 31enne morì per abbandono terapeutico secondo la commissione parlamentare d'inchiesta.

Foto | Per Stefano Cucchi

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