Roma, gioco erotico finito in tragedia: 4 anni e 8 mesi a Soter Mulè

Soter Mulè

Si è concluso ieri a Roma il processo di primo grado a carico di Soter Mulè, l'ingegnere romano di 45 anni coinvolto nel gioco erotico che costò la vita, nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2011, alla studentessa Paola Caputo. Il gup Giacomo Ebner ha riconosciuto Mulè colpevole di omicidio colposo aggravato ed ha condannato l'imputato a 4 anni e 8 mesi di carcere.

La difesa dell'uomo ha sempre sostenuto che quanto accaduto in quel garage alla periferia di Roma - un palazzo in via dei Settebagni - aveva il pieno consenso delle due giovani ragazze che avevano deciso di partecipare a quella sessione di bondage - Paola Caputo e Federica Fantini, finita in coma per qualche giorno in seguito all'incidente - ma il giudice non si trovato affatto d'accordo: quell'episodio fu chiaramente un omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento e lesioni colpose.

La pena inflitta a Mulè corrisponde in pieno alla richiesta avanzata dalla Procura di Roma, che aveva chiesto di condannare l'uomo a 4 anni e 8 mesi per il reato di omicidio preterintenzionale, poi derubricato in omicidio colposo.

La difesa dell'uomo non ci sta. Per Antonio Buttazzo, legale difensore di Mulè, si tratta di una pena eccessiva:

Una volta riqualificato il fatto da omicidio preterintenzionale a colposo la pena inflitta non appare giusta soprattutto per l’attenzione che da subito ha avuto l'ingegner Mulè verso le persone offese e per il senso di responsabilità con cui ha affrontato tutta la tragica vicenda. Non vi è stato alcun comportamento di prevaricazione, di minaccia o di costrizione per indurre le due vittime ad accettare di essere legate.

Come al solito sarà necessario attendere che vengano depositate le motivazioni della sentenza per conoscere la prossima mossa delle parti convolte.

Foto | © TMNews

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