Melania Rea, l’avvocato Benguardato: nessuna prova della presenza di Parolisi sul luogo del delitto


“Non ci sono prove che confermino la presenza di Parolisi sulla scena del crimine. Non c’è una sola goccia di sangue o solo un capello che lo leghi alla scena del crimine, la sentenza ha ancora molti dubbi aperti e le interpretazioni sono contraddittorie”.

A parlare è l’avvocato Federica Benguardato, legale di Salvatore Parolisi, intervistata oggi pomeriggio in tv durante il programma Attualità, su Vero canale 55 del Digitale terrestre. La strategia della difesa in vista dell’appello contro la condanna all’ergastolo di Parolisi (qui le motivazioni) per l’omicidio della moglie Melania Rea, punterà tutto su questo: sull’asserita assenza di prove della presenza dell’ex caporal maggiore dove si ritiene che Melania sia stata uccisa, nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella (Teramo).

Ma è lo stesso luogo del delitto secondo l’avvocato, che cita la relazione del Ros dei carabinieri, a non essere affatto certo:


“la relazione dei Ros, dopo la prova del cane molecolare, conferma la presenza di Melania in un punto preciso di colle S. Marco, accanto al monumento della piazza. Il giudice accetta la prova al contrario dell’accusa che ritiene, a discapito dell’evidente prova, che la donna non si trovasse lì. Ci sono quindi molte incongruenze da chiarire”.


In studio la conduttrice Laura Freddi ha poi incalzato il legale sulla relazione extra coniugale tra la soldatessa Ludovica e Parolisi, e sui continui tentativi di quest'ultimo di tenerla nascosta. L’avvocato ha risposto dicendo che:

“il giudice ritiene la relazione fra i due non forte, è vero Parolisi tenta nell’immediato di depistare le indagini, ma si giustifica come un tentativo di protezione nei confronti della famiglia e della figlia. Gli indizi a suo carico in questo caso non sono stati infatti ritenuti sufficienti dal giudice”.

E a proposito della presenza del DNA di Parolisi nella bocca di Melania, per l’accusa prova provata, firma genetica, della colpevolezza dell’uomo, Benguardato ha ribattuto che:

“non ci sono studi che determinano il tempo di permanenza del DNA all’interno della bocca, nessuno quindi è in grado di stabilire quanto tempo prima è avvenuto il contatto. Lo stesso Parolisi ha dichiarato di aver avuto un rapporto con la moglie due giorni prima, inoltre non c’è stata nessuna specifica sul DNA rinvenuto”.

Per l’avvocato di Salvatore Parolisi è poi prioritario far incontrare il suo assistito con la figlia di tre anni, intanto affidata ai genitori di Melania. Il legale ha spiegato che l’incontro che era stato stabilito è poi saltato a causa di problemi con la presenza di assistenti sociali in carcere dove la bambina era stata accompagnata dalla nonna.

Foto © TMNews

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