'Ndrangheta, arrestato il latitante Antonio Caia: era in fuga dal 2009

E' finita dopo quasi quattro anni la latitanza di Antonio Caia, 42enne ritenuto affiliato alla cosche della 'ndrangheta di Seminara, piccolo comune in provincia di Reggio Calabria. La sua fuga si è interrotta a Corigliano Calabro, nel Cosentino, quando i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno fatto irruzione nel piccolo appartamento in cui si trovava e l'hanno tratto in arresto.

Caia, nato a Scilla e residente proprio a Seminara, era stato inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia stilata dal Ministero dell'Interno. Era ricercato dall'aprile 2009, quando riuscì a sfuggire all'operazione Artemisia, condotta dalla DDA di Reggio Calabria e finalizzata alla decapitazione delle cosche attive nel territorio di Seminara.

Al momento dell'arresto il 42enne si trovava insieme alla moglie e ad un'altra persona, risultata proprietaria dell'abitazione in cui è avvenuto l'arresto. All'interno dell'appartamento gli agenti hanno rinvenuto diverse armi - almeno un kalashnikov e una pistola - e un non ben specificato quantitativo di droga. Anche per i due complici sono scattate le manette.

Gli inquirenti ritengono che Caia si fosse allontanato da Seminara non solo per sfuggire alle autorità, ma anche perchè temeva per la sua vita. Nel 2007 era riuscito a sfuggire ad un agguato: si trovava a bordo di uno scooter insieme a Carmelo Romeo quando fu vittima di un attentato. I due, però, nonostante ne uscirono gravemente feriti, riuscirono a salvarsi.

Foto © TMNews

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