Mantova, lasciarono morire un operaio sotto il sole: condannati per omicidio coniugi imprenditori

Due imprenditori agricoli, marito e moglie, sono stati condannati per omicidio volontario dalla Corte d’appello di Milano che li ha giudicati colpevoli d’aver lasciato morire sotto il sole un bracciante che lavorava alla raccolta dei meloni. Si tratta dei coniugi Mario Costa, 50 anni, e Claudia Avanzi, 48, di Salina, nel Mantovano. Il primo ha preso 17 anni e 9 mesi, la moglie 9 anni e 4 mesi di reclusione.

La vicenda risale al 2008, quando Vijai Kumar, 44enne indiano, in una giornata caldissima stette male sotto il sole mentre era al lavoro in un terreno dei coniugi imprenditori. Secondo l’accusa Costa e Avanzi anziché soccorrerlo, dissero agli altri operai di portare l'uomo in un campo vicino, poco dopo Kumar morì. Il faticosissimo lavoro stagionale nei campi è sempre ad elevato rischio sfruttamento, con il cosiddetto caporalato gestito anche da organizzazioni formate dagli stessi immigrati.

La Cassazione due anni fa aveva annullato il precedente verdetto della Corte d'appello di Brescia che aveva condannato a 4 anni e 9 mesi l’uomo, per abbandono di incapace e impiego di manodopera irregolare, e assolto la donna. La nuova e più pesante condanna è stata emessa, nel procedimento con rito abbreviato, lo scorso 18 dicembre ma se n’è avuta notizia dal legale degli imprenditori solo ieri.

L'accusa già dal primo grado di giudizio aveva contestato l'omicidio volontario e chiesto 30 anni di carcere per Costa e 16 per la moglie. L'avvocato difensore valuterà se presentare un nuovo ricorso dopo il deposito della sentenza, atteso per metà febbraio.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail