Delitto di Lignano, le autorità italiane a Cuba: "Reiver ha confermato la sua confessione"

Reiver Laborde Rico, il cubano di 24 anni indagato per il duplice omicidio di Lignano Sabbiadoro, ha ammesso le sue responsabilità davanti agli investigatori italiani, volati ieri a L'Avana, Cuba, dove il giovane è detenuto dallo scorso ottobre, proprio per interrogarlo e farsi confermare quanto già dichiarato nei mesi scorsi alle autorità cubane.

Così è stato. Reiver ha fatto chiarezza sull'omicidio di Paolo Burgato e sua moglie Rosetta Sostero, massacrati nella loro villetta nell'agosto scorso, confermando di aver agito con l'intenzione di compiere una rapina, un colpo organizzato nei minimi dettagli. La situazione, come già emerso in passato, è degenerata e i due coniugi sono stati uccisi a coltellate.

Il giovane ha tirato in ballo anche la sorellastra Lisandra Aguila Rico, 21 anni, detenuta nel carcere di Trieste. Lei, lo ricordiamo, in un primo momento aveva confessato di esser stata lei ad uccidere i coniugi Burgato, salvo poi cambiare versione ed attribuire la responsabilità proprio al fratello che aveva difeso fin dal principio.

La versione fornita da Reiver, videoregistrata e fornita in presenza di un magistrato cubano e degli inquirenti italiani - il capitano del Nucleo investigativo carabinieri di Udine, Fabio Pasquariello, il capitano Giuseppe De Felice del reparto crimini violenti dei Ros di Roma e il tenente dell'Interpool Stefano Carella - sembra quella più fedele alla realtà. Il giovane ha ricostruito tutti i particolari con lucidità, dalla preparazione del colpo al piano per fuggire all'estero, arrivando addirittura ad indicare il luogo dove fu abbandonato lo zainetto contenente i coltelli e gli abiti utilizzati.

Foto | ©TMNews

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