Strage di Denver, processo a James Holmes: tutti i dettagli dell'udienza preliminare

E' iniziata lunedì, presso il tribunale di Centennial, in Colorado, l'udienza preliminare del procedimento a carico di James Holmes, il 24enne di Denver autore della strage al Century 16 Movie Theatre di Aurora che ha provocato la morte di 12 persone. Sei giorni di udienze che dovranno servire a determinare l'esistenza di prove sufficienti per procedere col processo vero e proprio e a dare la possibilità ai difensori del giovane di nominare un perito di parte che potrà verificare lo stato di salute mentale di Holmes.

I difensori di Holmes, non è certo un segreto, puntano a chiedere l'innocenza del loro assistito sostenendo la tesi dell'infermintà mentale, già smentita dai numerosi elementi raccolti dai procuratori. In queste prime tre giornate di processo, infatti, sono emersi così tanti particolari sulla strage e sulla sua minuziosa preparazione da rendere del tutto irrealistica l'ipotesi che il giovane non fosse capace di intendere e di volere.

E' grazie a Twitter e alle persone che stanno assistendo all'udienza che siamo in grado di fornirvi qualche particolare in più. Dopo il salto tutti gli aggiornamenti emersi finora.

galleria strage di Denver
galleria strage di Denver
galleria strage di Denver
galleria strage di Denver

PRIMA DELLA STRAGE
Holmes acquistò il biglietto per lo spettacolo de Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, l'8 luglio scorso, quasi due settimane prima della sparatoria. Ulteriori prove della premeditazione della strage arrivano dalla cronologia degli acquisti di Holmes, che iniziò ad accumulare il suo arsenale diverse settimane prima:


  • 10 maggio: due bombole di gas lacrimogeno (online)

  • 22 maggio: pistola (negozio di Aurora)

  • 28 maggio: fucile, munizioni per fucile e munizioni per pistola (negozio di Denver)

  • 6 giugno: manette, kit di pronto soccorso (online)

  • 7 giugno: fucile in stile AR-15 (negozio di Aurora)

  • 13 giugno: mirino laser, tracolla per trasportare le armi (online)

  • 17 giugno: bersagli di carta per mettere alla prova la mira (online)

  • 19 giugno: mirino laser, fondina per la pistola (online)

  • 28 giugno: oltre 2000 munizioni, elmetto antiproiettile (online)

  • 2 luglio: pantaloni militari e corazza (online)

  • 3 luglio: esplosivi (online)

  • 6 luglio: pistola, 200 munizioni, polvere da sparo, attrezzatura per pulire le armi (negozio di Denver)

  • 14 luglio: sostanze chimiche e materiale eplosivo (negozio di Denver)

LA STRAGE
Lo spettacolo iniziò alle 00.20 e la prima chiamate al 911 arrivò alle 00.38, quasi 20 minuti dopo l'inizio del film. Nei successivi dieci minuti arrivarono oltre 41 telefonate per segnalare la strage. Sul posto arrivarono oltre mille agenti, 129 dei quali raggiungerso la scena del crimine nei primi cinque minuti dopo la prima telefonata.

DOPO LA STRAGE
Al momento del suo arresto, James Holmes indossava una maschera a gas, un elmetto e un giubbotto antiproiettile. L'agente che gli ha messo le manette era addirittura arrivato a pensare che il sospettato fosse un agente di polizia. Il 24enne, secondo la testimonianza dell'agente Jason Oviatt, grondava di sudore e le sue pupille erano dilatate. Sembrava rilassato e distaccato allo stesso tempo. Quando l'agente Grizzle gli chiese se c'è era un secondo attentatore, Holmes lo guardò e sorrise.

Nel telefono cellulare di Holmes furono rinvenute numerose fotografie del Century 16 Movie Theatre, scattate in tre diverse occasioni nei giorni precedenti alla strage: foto dell'ingresso principale, immagini delle uscite secondarie e dei percorsi per arrivare alla sala scelta per la sparatoria. L'ultima foto nel cinema, è emerso nel corso dell'udienza, è stata scattata proprio il giorno del massacro, circa sei ore prima.

Holmes, subito dopo il suo arresto, disse agli agenti che il suo appartamento era stato imbottito di esplosivi e che sarebbe dovuto saltare in aria poco prima della strage, così da dirottare lì tutti gli agenti dell'area e riuscire ad agire indisturbato all'interno della sala. Aveva lasciato lo stereo accesso con volume altissimo, convinto che i vicini avessero chiamato le autorità, che a loro volta avrebbero sfondato la porta provocando l'esplosione.

L'udienza è ancora in corso, e proseguirà per tutta la settimana. Il giudice William Sylvester ha imposto alle varie parti coinvolte di non parlare del caso al di fuori del Tribunale. Al termine dell'udienza preliminare, qualora riterrà sufficienti le prove raccolte dall'accusa, aggiornerà il processo fornendo 60 giorni agli accusatori per chiedere la pena di morte.

Al giovane, per il momento, vengono contestati due capi d'accusa per ognuna delle 12 vittime: 12 capi d'imputazione per omicidio premeditato e 12 per omicidio compiuto con "estrema indifferenza per la vita umana". A questi se ne aggiungono 116 per tentato omicidio, sia per aver ferito 58 persone nella sparatoria, sia per aver imbottito d'esplosivo il suo appartamento con l'intenzione di compiere una seconda strage.

Foto | Arapahoe County Sheriff's Office
Via | BuzzFeed

  • shares
  • Mail