Belpasso, Catania: arrestato Santo La Causa, latitante clan Santapaola, era tra i 30 ricercati più pericolosi d'Italia


Catturato nel bel mezzo di un summit mafioso che, secondo le parole del procuratore capo D'Agata, aveva finalità riorganizzative per “cosa nostra” catanese di tipo “difensivo e offensivo”.

Santo La Causa, latitante dal 2006 e tra i trenta ricercati più pericolosi d’Italia, è stato arrestato verso le 18.00 di ieri a San Pietro Clarenza, periferia di Belpasso, in una villetta rosa circondata da un alto muro di cinta e sorvegliata da diversi cani.

Il superlatitante, già condannato all’ergastolo per omicidio, è considerato dagli inquirenti il reggente del clan Ercolano-Santapaola, il capo dei capi di cosa nostra a Catania. Al momento dell'irruzione dei carabinieri La Causa avrebbe tentato la fuga con la complicità degli altri partecipanti al summit, senza riuscirci.

Assieme a lui arrestate altre nove persone tra cui personaggi del calibro di Carmelo Puglisi, inserito nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi d’Italia. Il procuratore capo di Catania Vincenzo D’Agata, dopo aver fatto i propri complimenti ai militari dell’Arma di Catania, ha dichiarato:

Da tempo abbiamo registrato delle fibrillazioni all'interno della cosca Santapaola per la crescita eccessiva della cosca rivale dei Cappello in città. Un summit di questa portata significa che si stavano studiando strategie di risposta di altissimo livello.

Gli altri arrestati sono: Venerando Cristaldi, Enzo Aiello, Sebastiano Laudani, Rosario Tripodo, Ignazio Barbagallo, Francesco Patania e Antonio Botta.

Via | IGN

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