Omicidio Claps: un medico e due donne delle pulizie rischiano il rinvio a giudizio

A pochi mesi dall'inizio del processo d'appello per l'omicidio di Elisa Claps - si tornerà in aula in primavera con l'unico imputato, Danilo Restivo, pronto a fornire la sua versione dei fatti in videoconferenza - si stanno per concludere due filoni paralleli dell'inchiesta e ben tre persone rischiano di finire incriminate e di dover affrontare un processo.

Si tratta di Annalisa Lo Vito e a sua madre Margherita Santarsiero, le due donne addette alle pulizie della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza che ufficialmente scoprirono il corpo di Elisa Claps il 17 marzo 2010. I pm sono certi che il corpo fu avvistato circa un mese prima e che il fatto fu taciuto. Le due donne negato questa ricostruzione e in queste ore stanno ricevendo l'avviso di chiusura delle indagini per false dichiarazioni al pm.

Questo non significa che le due donne verranno rinviate a giudizio, anche se nella maggior parte dei casi la notifica degli avvisi si conclude proprio col rinvio a giudizio. Stesso discorso per la terza persona coinvolta, per motivi diversi rispetto alle due donne: il medico genetista Vincenzo Pascale, docente all'Università cattolica del Sacro cuore, è sotto inchiesta per la perizia, poi smentita dai carabinieri del Ris di Parma e di Roma, in cui non fu riscontrata la presenza del DNA di Danilo Restivo sulla maglietta della giovane potentina.

Anche Pascale ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini e, come per le due donna, non è detto che sarà rinviato a giudizio. Questo, in ogni caso, non mette la parola fine alle inchieste parallele nate dopo il ritrovamento del corpo di Elisa Claps. Gli inquirenti stanno ancora valutando i ruoli ricoperti da altre persone, comprese alcune persone vicine alla chiesa potentina.

Elisa Claps, lo ricordiamo, scomparve da Potenza il 12 settembre 1993 e il suo corpo fu scoperto nel sottotetto della già citata Chiesa ben 17 anni dopo. Per quel delitto è stato condannato in primo grado a 30 anni di carcere il potentino Danilo Restivo, già condannato all'ergastolo in Inghilterra per l'omicidio di Heather Barnett, uccisa il 12 novembre 2002 nella sua abitazione di Bournemouth.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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