India, ancora stupri: violentate una studentessa di 17 anni e una bambina di 7

Non accennano a placarsi le violenze sulle donne in India, proprio nelle ore in cui i cittadini di Nuova Delhi e non solo stanno manifestando in strada per la morte della studentessa stuprata da un gruppo di uomini a metà dicembre, all'alba del processo per direttissima contro quel gruppo di stupratori e proprio mentre il governo indiano sta per lanciare un vero e proprio database degli stupratori da consultare online.

Due i casi registrati in queste ultime ore: una bimba di 7 anni è stata rapita e violentata a Bangalore, nel sud dell'India, da un uomo non ancora identificato. La giovanissima stava giocando davanti all'abitazione del nonno quando è stata prelevata dall'uomo e violentata prima di essere abbandonata sul ciglio della strada non lontano dal luogo in cui era stata prelevata.

Nelle stesse ore, a Nuova Delhi, una studentessa indiana di 17 anni è stata abbordata da due giovani - anche loro non ancora identificati - che l'hanno drogata ed hanno abusato sessualmente di lei durante i festeggiamenti di Capodanno.

Entrambe le vittime sono stata trasportate in ospedale per gli accertamenti del caso e, come rende noto l'agenzia di stampa Ians, non sarebbero in pericolo di vita. Degli stupratori, invece, nessuna traccia. Mentre le autorità locali sono al lavoro sulla loro identificazione, un altro stupratore è stato sbattuto sulle prime pagine dei principali quotidiani indiani.

Si tratta, come scrive Ndtv, di Yogesh Raut, ricercato dal settembre 2011 per lo stupro e l'omicidio di Nayana Pujari, uccisa nel 2009 all'età di 27 anni. La giovane stava viaggiando a bordo di un'auto aziendale in compagnia dell'autista e di una guardia che aveva il compito di scortarla a casa.

Eppure a casa non arrivò mai. Raut, l'autista del mezzo, decise di stuprarla insieme alla guardia e due loro amici. Fermarono il veicolo, fecero arrivare i due complici e la uccisero dopo averla stuprata in gruppo. Tutti e quattro finirono in manette, ma poco tempo dopo Raut riuscì a fuggire.

Era il settembre 2011: l'uomo fu portato in ospedale per un controllo, chiese ad una guardia di poter usare il bagno e, una volta che gli furono tolte le manette, fu libero girare per la struttura senza supervisione e colse l'occasione per fuggire facendo perdere le proprie tracce.

Raut è sospettato anche di un altro stupro e in queste ore le autorità indiane hanno lanciato l'allarme: si tratta di un individuo pericoloso e chiunque abbia informazioni sul suo conto è pregato di allertare la polizia di Pune, a cui è affidato il caso.

Quanto ai sei stupratori di Damini, la 23enne deceduta nella notte tra il 28 e il 29 dicembre a causa delle ferite riportate, le autorità giudiziarie hanno deciso di procedere con un processo per direttissima.

Contro di loro c'è un documento di oltre mille pagine che contiene prove, referti medici e quant'altro, sufficiente per chiedere ed ottenere l'applicazione della pena di morte, in una condanna che dovrebbe servire da esempio per tutti quegli uomini che continuano a stuprare donne da una parte all'altra del Paese.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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